“Mai abbandonerei Fitto e il centrodestra”, Lucio Ventura preoccupato dalle decisioni di Landella. Il comizio “rivelatore” di Emiliano

Secondo molti l’accordo con Michele Emiliano sarebbe già siglato. A conferma di questa tesi ci sarebbe una mezza battuta del governatore pronunciata in un pubblico comizio a San Marco in Lamis lo scorso weekend, accanto al sindaco dem Michele Merla

Mancano 8 giorni alla consegna delle liste per le prossime regionali 2020 e le vacanze ferragostane diventano sempre più torride. Dal suo buen retiro marchigiano a Porto San Giorgio, il consigliere comunale Lucio Ventura sta vivendo con ansia le dinamiche politiche di Foggia.

“Non so cosa deciderà il sindaco Franco Landella, se si dimetterà oppure no, io sono stato eletto in consiglio in una sua lista civica, è vero, ma resto un uomo di centrodestra, sono fittiano da sempre e mai potrei voltare le spalle al mio leader e alla mia storia politica. Ho dei valori”, spiega Ventura a l’Immediato, in ordine alla possibilità di un ribaltone al Comune di Foggia e di una candidatura di Michaela Di Donna nella principale civica di Michele Emiliano o nei Popolari di Massimo Cassano.

Il futuro dei voti controllati dall’amministrazione Landella è ancora incerto, i tre partiti principali del centrodestra, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, sarebbero chiusi ad ulteriori ingressi in lista. I più forti, i partiti sovranisti, dalla sicura elezione del primo classificato, sono al completo. E le liste civiche di destra non sono mai state considerate appetibili per la dirigente azzurra, che teme comunque la sconfitta di Fitto.

Chiusi i salviniani con 8 candidati: Joseph Splendido, Luigi Miranda, Cristiano Romani, Marco Trombetta, Costanzo Di Iorio, Maria Natale, Marianna Di Natale e Camilla Tavaglione.

Nella Lega il discorso di un ingresso sarebbe stato definitivamente archiviato, quando il sindaco ha rifiutato il diktat di nominare il vicesegretario regionale Raimondo Ursitti vicesindaco di Foggia.

8 i meloniani, con tutti i principali candidati maschi già col loro faccione sui 6×3 e non più rimpiazzabili e con in mano la penale da 1000 euro per il non rispetto delle quote rosa: Bruno Longo, Ciccio D’Emilio, Antonio Giannatempo, Giannicola De Leonardis, Lello Castriotta, Giuseppe Pica, Nunzia Canistro e la sanseverese De Lallo.

Quest’ultima forse potrebbe essere sostituita con Michaela, se si raggiungesse un accordo, dal momento che De Lallo è già elettrice del centrista De Leonardis e aggiungerebbe poco o nulla in termini di consenso. Ma sembra una strada complicata, nonostante Landella abbia incontrato Giorgia Meloni a metà luglio.

“La lista è cucita per far uscire Giannicola De Leonardis”, dice alzando le spalle un ex An.

Più controversa la situazione in Forza Italia, che dopo i rifiuti e i tentativi di altro piazzamento, ha sbarrato le porte alla politica foggiana, prima dei non eletti nel 2015, anche per salvaguardare la posizione del vicepresidente del consiglio Giandiego Gatta, che qualora eletto sarebbe al suo terzo mandato a Bari. Michaela Di Donna ha anche lanciato un video sui social di duro sdegno contro la chiusura di Forza Italia e il lassismo, fino a questo momento, del candidato presidente Raffaele Fitto nei suoi riguardi.

“Non sono una donna che decide tra stanze segrete, con incontri a 4, 6 8 occhi, voglio dimostrare con grande dignità il mio fare politica, per fare politica e voglio affrontare questa campagna elettorale nei modi e nei termini che mi ha insegnato il mio caro papà”, ha detto dopo una lunga disamina della sua carriera politica.

Ma nel centrodestra le frizioni sono tante.

“I Fratelli d’Italia non sono alla ricerca di caselle, ma di programmi, che la famiglia Landella riduce a familismo”, tuona Bruno Longo da Vieste.

Secondo molti l’accordo con Michele Emiliano sarebbe già siglato. A conferma di questa tesi ci sarebbe una mezza battuta del governatore pronunciata in un pubblico comizio a San Marco in Lamis lo scorso weekend, accanto al sindaco dem Michele Merla, la cui diretta e il cui audio integrale sono disponibili sui social. “In 15 anni di governo abbiamo rivoltato la Puglia, prima a Bari seppellivamo i ragazzi e in cimitero le famiglie dei morti dovevano essere sorvegliate perché si sparavano. I baresi fotografavano i turisti quando partivano con le navi per la Grecia. Adesso la Puglia è la destinazione turistica più ambita d’Italia. In tutti i capoluoghi abbiamo sindaci, dirigenti giovani, capaci, tutti del centrosinistra. Solo a Foggia c’è un sindaco non nostro, ma può essere che cambi idea”, ha detto sornione.





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