“Chi arriva in Capitanata non può fare tamponi”. La denuncia di Italia Viva, Ragni e Cicolella: “Grave mancanza della Asl Foggia”

La prevenzione è l’unico strumento di prevenzione contro il Covid-19 e privare i cittadini di questo servizio è una grave mancanza, che può avere effetti tragici sul nostro territorio, accusano i coordinatori renziani

Con l’ordinanza N. 245 del 02/06/2020 del Presidente Emiliano sulle “Ulteriori disposizioni per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 – Obblighi di segnalazione per l’ingresso delle persone fisiche in Puglia -, si è disposto che, con decorrenza dal 3 giugno 2020, tutte le persone fisiche che si spostino, si trasferiscano o facciano ingresso in Puglia da altre regioni, con mezzi di trasporto pubblici o privati debbano auto segnalarsi sul sito della Regione Puglia, per poi essere successivamente contattati dalla Asl di competenza territoriale sull’esecuzione su base volontaria del test molecolare per la ricerca di SARS-CoV-2.

Il provvedimento, che riguarda chi proviene dalle regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria, nonché dai Paesi Esteri, sembra tuttavia escludere la Capitanata. Motivo? La Asl di Foggia non effettua il servizio.

Chi viene a soggiornare in provincia di Foggia non può svolgere il tampone, al contrario di quanto avviene a Bari – denunciano Rosa Cicolella e Aldo Ragni, coordinatori provinciali di Italia Viva Foggia -. La prevenzione è l’unico strumento di prevenzione contro il Covid-19 e privare i cittadini di questo servizio è una grave mancanza, che può avere effetti tragici sul nostro territorio, in un quadro nazionale dove il virus non è mai scomparso del tutto”.

Gli ultimi dati sulla pandemia registrano altri due casi nel Foggiano, con uno scenario territoriale che disegna il proprio perimetro tra Foggia, Cerignola, Lucera, San Severo, Ischitella, San Nicandro. “La situazione non è delle più tranquille – sottolineano Cicolella e Ragni -. Non possiamo permetterci mancanze o negligenze. Emiliano farebbe bene a tirare le orecchie al proprio assessore alla Sanità, ma purtroppo coincide con la sua persona”.





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