“Vari spostamenti e aiuti esterni ma lo abbiamo preso”. Vaccaro e i carabinieri possono sorridere, la fuga di Aghilar è finita

“Uno sforzo importante, ci tenevamo che l’intero gruppo degli evasi venisse assicurato alla giustizia. Aghilar in particolare, alla luce dei gravi reati di cui è accusato”

“Un grande sforzo investigativo del mio ufficio e soprattutto dell’Arma dei Carabinieri. Uno sforzo importante, ci tenevamo che l’intero gruppo degli evasi venisse assicurato alla giustizia. Aghilar in particolare, alla luce dei gravi reati di cui è accusato”. Così il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro a margine della conferenza stampa sulla cattura di Cristoforo Aghilar, 37enne di Orta Nova arrestato in un casolare nelle campagne di Minervino Murge nella Bat, dopo quasi 5 mesi di latitanza, dopo l’evasione del 9 marzo scorso dal carcere di Foggia. L’ultimo di 72 fuggitivi ancora in libertà.

Scarse le soffiate, del tutto assenti le segnalazioni: beccare Aghilar non è stato affatto facile anche se più volte, nel corso di questi mesi, gli investigatori sono andati vicinissimi alla sua cattura. L’uomo avrebbe cambiato almeno una decina di covi, riuscendo a mimetizzarsi nel territorio, forte di una rete di fiancheggiatori tutta da svelare. “Ci aspettavamo maggiore collaborazione ma ciò che conta è ottenere il risultato – le parole di Vaccaro -. Ma non mi stancherò mai di sottolineare l’importanza della collaborazione da parte dei cittadini. La latitanza di Aghilar è stata lunga, fatta di vari spostamenti: inevitabile pensare ad aiuti esterni che al momento sono oggetto di indagine”.

Il latitante è stato ritrovato nel casolare in piena notte. Al momento dell’arresto si è anche congratulato con i carabinieri: “Siete stati davvero bravi, complimenti”, le sue parole. Nel covo c’erano viveri e alcune lettere, queste ultime al vaglio di chi indaga. Aghilar si sarebbe servito di una serie di fiancheggiatori per sfuggire alla cattura e procurarsi cibo. Sono ben noti i collegamenti tra la criminalità del Basso Tavoliere e della Bat. L’ortese arrestato questa notte ha preso parte in passato ad alcuni assalti a bancomat in compagnia di altri pregiudicati della zona. Infine, ad ottobre 2019, si è macchiato del femminicidio dell’ex suocera. È inoltre implicato per rapina: evaso dal carcere di Foggia, infatti, fece irruzione in un’officina insieme ad altri fuggitivi, impossessandosi di un veicolo per scappare. Stando a chi indaga, Aghilar pensava di espatriare nell’est Europa, un sogno infranto nella notte dal blitz dei militari.



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