Riuniti di Foggia (quasi Covid free) prepara nuovi hub per l’emergenza: “Entro l’anno via alle attività per D’Avanzo e Deu”

All’ospedale sono arrivati circa 1,3 milioni di donazioni libere, ai quali vanno aggiunte le risorse vincolate per determinati reparti o investimenti

Sono solo 4 i pazienti Covid al Policlinico Riuniti di Foggia. Da una decina di giorni, quattro persone – due in Malattie infettive e due in Pneumologia -, asintomatici o paucisintomatici, attendono l’esito dei tamponi per le dimissioni. Si tratta di pazienti trasferiti dalle strutture socio-sanitarie del territorio. La situazione, in questa fase, appare sotto controllo.

Per preparare la risposta ad una eventuale nuova ondata del virus, il direttore generale Vitangelo Dattoli, d’intesa con la Regione Puglia, ha improntato un piano di trasferimento di alcuni reparti al D’Avanzo al fine di rendere quest’ultimo presidio di riferimento per il Coronavirus. “Trasferiremo lì tutta la cosiddetta prima linea – spiega il manager a l’Immediato -, in particolare i reparti di Malattie infettive, Pneumologia, una terapia intensiva e una sub intensiva. Così potremo garantire una capacità di risposta ancora migliore all’eventuale ritorno dell’emergenza”.

Inoltre, precisa Dattoli, “a settembre sarà pronto il Deu”: “A causa del Covid abbiamo subito un ritardo di 3 mesi rispetto al cronoprogramma preventivato”, ammette. Dunque, entro la fine dell’anno, il Policlinico verrà completamente ridisegnato. “Abbiamo affrontato dei momenti critici – afferma il dg -, ma siamo riusciti a dare una risposta adeguata, grazie alla dedizione degli operatori sanitari. Inoltre, abbiamo avuto la dimostrazione del cuore grande di questa città e di questa provincia, credo tra le più sensibili d’Italia”.

Difatti, al Riuniti sono arrivati circa 1,3 milioni di donazioni libere, ai quali vanno aggiunte le risorse vincolate (a determinati reparti o investimenti). Oggi, negli uffici della direzione, in viale Pinto, sono state presentate alcune delle creazioni artigianali a forma di cuore che saranno poi donate agli operatori sanitari e amministrativi in segno di affetto e di riconoscenza verso chi ha lavorato senza sosta in prima linea contro il Coronavirus.





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