Femminicidio di Nunzia a Cerignola, Di Meo fa scena muta in tribunale. Il gip di Foggia convalida fermo dell’uomo

Convalidato il fermo di Angelo Di Meo, il 44enne accusato di aver ucciso la moglie domenica 5 luglio scorso, in un pomeriggio di sangue in via Fabriano, periferia di Cerignola. L’uomo è comprato nelle scorse ore davanti al gip del Tribunale di Foggia, giudice Zeno ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il 44enne avrebbe ucciso la moglie Nunzia Compierchio nel pianterreno dove i due abitavano, anche se separati in casa. Avevano tre figli, due minorenni e un maggiorenne, anche quest’ultimo con alcuni problemi giudiziari.

Tumultuoso il passato di Angelo Di Meo, contrassegnato da gravi problemi di tossicodipendenza. Nel 2012 la Compierchio lo denunciò per inosservanza degli obblighi familiari. Nel 2017, invece, Di Meo fu arrestato per estorsione nei confronti del padre. Una escalation criminale culminata in un pomeriggio di sangue e nell’ennesimo femminicidio che ha macchiato la provincia di Foggia.





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