Assalto al blindato con gioielli di “Bulgari”, è caccia serrata al latitante di Cerignola. Le carte del Gip: “Banda in azione con kalashnikov e fucili a pompa”

Il commando composto da garganici e criminali del basso Tavoliere ha subito nelle scorse ore le dure condanne del Tribunale di Milano. Ora gli inquirenti cercano il fuggitivo D’Abramo

Criminalità di Gargano e Basso Tavoliere nella rapina al blindato. Questo è emerso dalle carte dell’inchiesta sull’assalto del 2016 a Bollate in Lombardia. Ben 9 anni e 2 mesi di reclusione ad Antonio Quitadamo e 8 anni e 4 mesi a Francesco Scirpoli, entrambi di Mattinata, attualmente detenuti in appoggio a Milano Opera, in attesa di rientrare a Trapani, Quitadamo e a Lecce, Scirpoli.

Oltre a loro, 8 anni e 2 mesi al 43enne manfredoniano, Catello Lista, 6 anni e 10 mesi a Raffaele D’Assisti, 30enne canosino, 7 anni e 4 mesi a Francesco Mavellia di San Ferdinando di Puglia e 5 anni e un mese al 41enne barlettano, Carmine Valerio. Manca all’appello Giancarlo Valerio D’Abramo, 42enne cerignolano, latitante da gennaio 2019, quando gli inquirenti arrestarono i componenti del gruppo criminale. Per D’Abramo, attivamente ricercato dalle forze dell’ordine, e Leonardo Ciuffreda si procede separatamente.

Il gip Ilaria De Magistris del Tribunale di Milano nel provvedimento scrive che il commando armato, composto dai condannati, in concorso con D’Abramo e Ciuffreda ed altri soggetti non ancora identificati, agì con “violenza e minaccia consistita nel bloccare la rampa di immissione alla strada provinciale 46”, a bordo delle auto rubate Lancia Delta e Renault Megane. A quel punto i banditi assaltarono il furgone portavalori blindato della società di trasporti Ferrari spa condotto da una guardia giurata. La vittima fu minacciata “con due fucili a pompa e due kalashnikov e costretta a scendere dal mezzo per poi inginocchiarsi a terra”. I banditi puntarono un fucile anche contro la guardia giurata che era alla guida di un secondo furgone non blindato della Ferrari spa. Il vigilantes fu costretto a spostare il mezzo “per precludere l’accesso alla rampa ad eventuali veicoli delle forze dell’ordine”. La minaccia: “Non utilizzare il telefono che ti sparo”. Subito dopo, i criminali squarciarono il blindato con una sega circolare, impossessandosi di gioielli “Bulgari” per un valore di 4.052.486,86 euro e della pistola Glock 17 con relativo caricatore e munizionamento, sottratta alla prima guardia giurata.

Criminali determinati e ben organizzati, pronti a tutto per impossessarsi dei preziosi, molti dei quali ricettati in alcune aste tra Germania e Regno Unito, grazie a dei complici. Ma le attente indagini degli inquirenti hanno acceso i riflettori sul commando, incastrato dai filmati delle telecamere ma anche dalle tracce di sangue lasciate sul mezzo della Ferrari. Scirpoli rimase ferito durante l’assalto.

Pesanti condanne, dunque, per tutti i componenti della banda arrestati a gennaio 2019, assolti solo “per la condotta concorsuale ed aggravata di detenzione illegale di armi da guerra”, ma puniti per gli altri capi d’imputazione. Resta il mistero sul cerignolano D’Abramo, svanito nel nulla da oltre un anno e mezzo e su altri presunti appartenenti al gruppo ma non ancora identificati.





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