Regionali 2020, ora è ufficiale: Tutolo si candida, ma chiede il sostegno dei lucerini: “Serve un consenso grande quanto uno tsunami”

“Potrei stare seduto qui altri quattro anni, mi posso squacciare contro un muro, posso buttare all’aria tutto, il rischio è enorme, ma voglio capire: sono la persona giusta per rappresentare la nostra terra? Sono la persona giusta per rappresentare delle necessità del nostro territorio?”

Dal turismo all’agricoltura. Sono molteplici i temi che avrebbero bisogno di una tutela diversa in Regione. Ne è consapevole il sindaco di Lucera Antonio Tutolo che si è fatto convincere dal Governatore Michele Emiliano a scendere in campo alle prossime regionali. Proprio ieri il presidente nel capoluogo regionale ha tenuto diversi incontri di potenziali candidati da tutte le province pugliesi, alcuni molto indecisi si sono tirati indietro (è il caso dell’ingegner Pippo Cavaliere), altri invece hanno accettato la sfida. Tutolo è tra questi.

In una diretta il primo cittadino della città sveva con il suo consueto stile ha anticipato quello che accadrà nei prossimi mesi estivi. Sarà di certo sfiduciato entro il 6 luglio al voto del bilancio di Palazzo Mozzagrugno.

Potrei stare seduto qui altri quattro anni, mi posso squacciare contro un muro, posso buttare all’aria tutto, il rischio è enorme, ma voglio capire: sono la persona giusta per rappresentare la nostra terra? Sono la persona giusta per rappresentare delle necessità del nostro territorio? Ho un carattere di merda, non mi accontento, mi piace scrivere pagine importanti, per sviluppare l’immenso potenziale che abbiamo. Vogliamo continuare a lamentarci su Bari matrigna? Bari non è matrigna, siamo noi che non rappresentiamo abbastanza le nostre istanze a Bari, con quello che abbiamo in Capitanata, in Salento ci possono guardare la targa, ci dovrebbero stare dietro, ma hanno avuto dei politici che hanno amato il loro territorio. Da noi oggi ci vuole qualcuno che dica alla Capone che il suo strabismo va corretto. Mi solletica l’idea, lo confesso, di riuscire in qualche maniera, se dovesse andar bene la cosa, a portare Lucera a Bari. Ma lo chiedo ai cittadini, non ho gruppetti di potere. C’è qualcuno che deve rappresentare il nostro territorio? È utile o ci dobbiamo piangere addosso? A me farebbe comodo stare seduto qui, che ci sia la possibilità che mi vada a squacciare su un muro, lo so, non sono un deficiente. Ci vuole un consenso enorme, deve arrivare come uno tsunami. Ma io ho una voglia matta di vedere le cose realizzate. Quando avranno finito la fortezza coi lavori da 8 milioni, nessuno di noi avrà mai visto quel palazzo, nessuno avrà respirato l’aria medievale. Col progetto di Tresoldi, ma tre volte tanto quello di Siponto che realizzerà col Palazzo D’Angiò, Lucera cambierà. Questa è realtà, non è solo nella mia mente, ci sono i fondi del Cis vincolati. Tutolo o non Tutolo”.

Il sindaco però si chiede cosa ne sarà di tanto impegno. Quando avremo finito questi lavori non dobbiamo correre il rischio che tutto sia una cattedrale del deserto, deve avere una visualizzazione importante, lo può fare il Comune? Lo possono fare con la loro promozione i Monti Dauni? Siamo pazzi solo a pensarlo, serve che la Regione se ne faccia carico, come ha fatto per altri territori. Si investe molto di più in quella parte è vero. La Notte della Taranta per la gran parte è sponsorizzata dalla Regione Puglia, ma perché il nostro territorio è fesso? Sapete quante persone restano per le vacanze in Salento dopo o prima la Notte della Taranta? Perché per la Capitanata non ci deve essere un appuntamento così importante? Non abbiamo le bellezze? Ci vuole qualcuno che ponga le questioni in Regione”.





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