Le strutture ricettive pugliesi arrancano, “piene solo per il 30 per cento. Regione tra le più cliccate ma scarse prospettive”

Caizzi di Federalberghi: “Negli altri anni, in questo stesso periodo, eravamo pieni e ci preparavamo ad aumentare il personale. Purtroppo questa situazione avrà ripercussioni anche sul mercato del lavoro”

Vacanze incerte in Puglia. Nonostante la nostra regione resti in cima alle classifiche dei luoghi più desiderati, la recente pandemia getta ombre sul business turistico. Preoccupato il presidente di Federalberghi Puglia, Francesco Caizzi. “La nostra regione è tra quelle più cercate su internet e questo è un buon segno, ma le prospettive per questa estate restano poco favorevoli, almeno rispetto agli anni scorsi, in quanto prevediamo un significativo decremento delle presenze a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Coronavirus”.

Poche prenotazioni e molte tratte aeree ancora in stand by anche a causa della scarsa domanda. “C’è difficoltà a raggiungere la Puglia per mancanza di collegamenti aerei – dice Caizzi – e comunque io non riesco a dare colpe a qualcuno, né alla politica, né ad altri, perché in questo momento chi vorrebbe andare in vacanza è prudente e guarda con attenzione l’evolversi della situazione sanitaria. C’è una grande esigenza di sicurezza”.

E ancora: “Mancano le prenotazioni nel lungo periodo. Si prenota negli ultimi 15 giorni. Oggi le strutture registrano un’occupazione che non va oltre il 30 per cento, mentre negli altri anni, in questo stesso periodo, eravamo pieni e ci preparavamo ad aumentare il personale. Purtroppo questa situazione avrà ripercussioni anche sul mercato del lavoro, perché sarà riassunto solo il cinquanta per cento del personale. Soffrono le strutture dell’entroterra, appannaggio dei turisti stranieri, mentre sono più avvantaggiate quelle che hanno l’accesso al mare, grazie al fatto che i turisti italiani, che quest’anno saranno prevalenti, prediligono le spiagge”.



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