Tutolo e Gatta tentano il colpaccio, lasciare il ruolo di sindaco per la Regione. Tutte le manovre e i tempi tecnici

Possibile salto a Bari per i primi cittadini di Lucera e Candela. Intanto, sempre più maggiorenti ritengono che Renzi e Calenda desisteranno dal loro proposito di candidare Ivan Scalfarotto alla presidenza

Le indagini dell’inchiesta C’era una volta potrebbero turbare la campagna elettorale del governatore pugliese Michele Emiliano. Le elezioni sono previste ormai per il 20 e 21 settembre con l’election day, ma l’ex pm appare sicuro, più che determinato a portare avanti le sue ben 7 liste: CON, la Puglia per Emiliano, Senso Civico di Alfonsino Pisicchio che hanno in Capitanata come leader i sindacalisti Gino Giorgione e Francesco Sderlenga, la Puglia Popolare di Massimo Cassano, i Socialisti ispirati da Alberto Tedesco in cui correrà Giulio Scapato e la pizzarottiana Italia in Comune di Rosario Cusmai in cui militerà anche la sipontina Starace.

Nel contesto civico si candiderà anche il lucerino Pasquale Pitta, ex consigliere provinciale e uomo di fiducia del sindaco Antonio Tutolo, ma stando ad alcune possibili manovre avanzate in una riunione domenica sera, il primo cittadino di Lucera potrebbe decidere di candidarsi in CON di Emiliano alle prossime regionali per capitalizzare la sua immensa popolarità.

Il piano, svelato da alcuni competitors, sarebbe molto sofisticato. Se un sindaco si fa sfiduciare entro 2 anni 6 mesi e un giorno dalla sua elezione, quel sindaco può ricandidarsi alla prossima tornata elettorale. Ebbene se Tutolo fosse sfiduciato in aula con una bocciatura del bilancio o, peggio ancora, depositando le firme dal notaio a luglio non ci sarebbero i tempi tecnici per fare le elezioni amministrative a settembre nell’election day cosicché il leader della Pagnotta potrebbe correre per le regionali e qualora non eletto potrebbe ripresentarsi alle Comunali.

Intanto sempre più maggiorenti ritengono che Renzi e Calenda desisteranno dal loro proposito di candidare Ivan Scalfarotto alla presidenza della Regione, spaccando il fronte del centrosinistra. Arrivare all’8% non è un gioco da ragazzi così come trovare 50 candidati: parrebbero esservi infatti molte difficoltà nel comporre le liste di Italia Viva e Azione in tutta la Puglia.

“Alla lista di Italia Viva lavoreremo dopo aver ufficializzato candidato presidente e coalizione. Noi siamo tutti a disposizione. Qualcuno dice che ‘saremo costretti a candidarci’, ma il mio pensiero è che chi ha la responsabilità di fare le liste non dovrebbe candidarsi. È un metodo che contestavo agli altri”, spiega a l’Immediato il co-coordinatore renziano provinciale, Aldo Ragni. Gli fa eco la collega, Rosa Cicolella. “Appena sarà ufficializzata la candidatura del presidente ci metteremo a lavoro. Io non sono candidata. Personalmente farò il lavoro che ora mi compete con responsabilità. Nessun utilizzo del ruolo. È un metodo”.

Sono ignoti al momento gli attivisti di Azione, che può contare solo sul protagonismo di un figlio d’arte viestano Lorenzo Spina, desideroso di dire la sua, ma alle comunali garganiche.

“Renzi non è riuscito a fare la lista in Emilia Romagna, dove appoggiava il candidato presidente Bonaccini e dovrebbe farcela in Puglia? Troverà l’accordo con Emiliano, è puerile continuare con gli scontri personali. Le Primarie le ha inventate il centrosinistra, perché non ha presentato all’ora Teresa Bellanova?”, si chiede un fedelissimo del presidente.

Intanto, nello schieramento opposto è ancora indeciso sul da farsi Nicola Gatta, anche lui tentato dalla campagna per le regionali. Da presidente della Provincia molto difficilmente potrebbe supportare una candidatura piuttosto che un’altra. I tempi tecnici sembrano dalla sua parte.

Nel 2021 infatti scade il suo mandato da sindaco di Candela, cosa che lo farebbe decadere pro tempore come presidente della Provincia, il cui mandato dura fino al 2022. Solo se rieletto sindaco di Candela per la terza volta tornerebbe a Palazzo Dogana. Ma davvero gli conviene? Alcuni sostengono di sì, visto che la carica di presidente è oggi ben retribuita.

Tuttavia il suo iperattivismo recente è stato considerato da molti un chiaro segnale della sua possibile candidatura nella lista di Raffaele Fitto, sempre che si sblocchi il tavolo romano.





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