Nervi tesi in Comune, Iaccarino: “Io sotto ricatto, atti in Procura”. Landella offeso: “Non cerco scontri, tutto questo è intollerabile”

Nuovo round tra sindaco e presidente del Consiglio comunale. Sul piatto l’ormai nota questione della modifica del regolamento. Alla fine i due trovano l’accordo con la mediazione di Longo

Si sono confrontati in aula il presidente del Consiglio Leo Iaccarino e il sindaco Franco Landella sulla ormai nota questione della modifica del regolamento che abbassa il quorum per sfiduciare la presidenza dell’assise.
Il politico e vigile del fuoco ha presentato la sua proposta di pregiudizialità con richiesta di stralcio della proposta di diritto di iniziativa per la modifica del Regolamento Comunale.

“Creare la distinzione, all’interno della disciplina dell’istituto della revoca del Presidente del Consiglio, tra un presidente più garantito dalle ‘manovre di Palazzo’ e, quindi, più forte nell’esercizio della sua funzione neutra e di garanzia, e un presidente meno garantito, e quindi, più debole, a seconda se sia stato eletto con una maggioranza qualificata o alla terza votazione di ballottaggio, è un vero e proprio monstrum giuridico, che resta tale anche se confacente ai ‘contingenti’ programmi di dubbia liceità di qualcuno. Devo sottolineare, a questo proposito, che al presidente, una volta eletto, deve essere garantita sempre la forza del proprio ruolo di rappresentatività dell’intero consesso, a prescindere dal quorum con cui sia stato eletto che, evidentemente, è alto nelle prime votazioni per ‘incoraggiare’ un’intesa ampia, che vada oltre la maggioranza precostituita in Consiglio, per poi abbassarsi se la convergenza non fosse possibile, per permettere ai gruppi maggioritari di eleggere comunque un presidente. Questo monstrum che si vorrebbe creare, invece, avrebbe l’effetto di ‘scoraggiare’ le intese ampie, soprattutto da parte della maggioranza, che potrebbe optare sin da subito per la figura del presidente debole, perennemente sotto ricatto di revoca e, quindi, soggetto alla ‘quotidiana fiducia politica’ di chi lo ha eletto”, ha evidenziato leggendo la sua lunga arringa.

E ancora: “La proposta per il consiglio comunale di modifica del Regolamento Comunale, così come strutturata è non solo illegittima (e già solo basterebbe per una attenta riflessione sulla proposizione della stessa) ma oltremodo illecita e ciò esporrebbe tutti coloro che a qualsiasi titolo abbiano partecipato alla sua formazione (consiglieri proponenti), alla redazione del parere di regolarità tecnico-amministrativa (segretario generale o chi per esso) e a coloro che la voteranno favorevolmente, a un comportamento antigiuridico sussumibile alla previsione concreta del reato di abuso di ufficio ai sensi dell’art. 323 cp”.

Si concretizzano secondo Iaccarino delle irregolarità, per questo ha chiesto “espressamente che il verbale stenotipico della presente seduta consiliare sia trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, unitamente agli atti ad esso collegati”.

Landella non ci sta e replica a tono

Quando è toccato al sindaco Landella parlare il primo cittadino si è detto offeso dalla pregiudiziale, che propone tra le altre cose di dare avvio alla modifica solo dalla prossima legislatura e non da quella in corso.
“Il presidente parla di ostilità, di rancore, di liceità, di essere sotto ricatto. Sono cose che mi offendono molto, la proposta rientra nella legittimità, quando fu modificato la scorsa volta dissi che occorreva fare una riflessione. Riflessione che abbiamo fatto con i partiti. Prendere una proposta di modifica del regolamento e leggerla come uno scontro istituzionale è una aberrazione, io non cerco lo scontro istituzionale. Questi sono suoi presupposti presidente anche legittimi perché paventa una mozione di sfiducia. Ma la modifica ripristina le regole democratiche. Non si può tollerare che un sindaco eletto dal popolo possa essere sfiduciato dalla maggioranza mentre il presidente del Consiglio viene blindato dichiarandolo incensurabile e inattaccabile. Le cose essenziali non sono i numeri, ma la fiducia politica che uno o ce l’ha o non ce l’ha. Lei presidente rappresenta la maggioranza, la sua elezione è frutto di compromessi politici ed è stato votato da una parte della maggioranza. Ma i numeri non contano, serve principalmente la motivazione. Presidente la invito a stare sereno”, ha rimarcato nella ilarità dell’aula quando ha citato la nota formula renziano dello stai sereno. “Serve rigore istituzionale perché si deve agitare e preoccupare? La invito a ritirare questa pregiudiziale, la comunità ha bisogno di serenità. Se anche la modifica dovesse passare non corrisponde autonomamente alla mozione di sfiducia”.

Finisce con una pace fatta. Iaccarino grazie anche alla mediazione di Bruno Longo ritorna nell’alveo della maggioranza e vota per la modifica. “Ha compreso che è un soggetto politico e non un cavallo pazzo” .





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