Otto sospettati per l’uccisione di Lafranceschina. A Trinitapoli la mafia fa quello che vuole, boss e sicari si ammazzano dal 2003

Il 43enne cugino del boss Gallone è soltanto l’ultima vittima della faida che vede da anni lo scontro tra i Miccoli-De Rosa, i Gallone-Carbone e i Valerio Visaggio

Almeno otto sospettati per l’agguato di stampo mafioso in via dei Mulini a Trinitapoli. I carabinieri hanno eseguito 8 stub, l’esame che rileva tracce di polvere da sparo, su altrettanti pregiudicati della cittadina in provincia BAT, scenario di una sanguinosa guerra tra clan. Quasi tutti gli stub hanno riguardato esponenti dell’organizzazione criminale Miccoli-De Rosa, rivale dei Gallone-Carbone. Ieri è stato ucciso il 43enne Giuseppe Lafranceschina, cugino del noto boss Giuseppe Gallone, suo coetaneo. I killer, tre o quattro, hanno avvicinato la vittima mentre quest’ultima girava con una bici elettrica alla periferia di Trinitapoli. L’azione omicidiaria non ha lasciato scampo a Lafranceschina, raggiunto da colpi di pistola al torace e al volto. I militari non hanno trovato bossoli. Un omicidio cruento, avvenuto in pieno giorno. I sicari, spietati e sfacciati, non hanno nemmeno atteso che calasse il buio per entrare in azione, trasformando la piccola Trinitapoli in un palcoscenico da far west.

Lafranceschina è soltanto l’ultimo morto ammazzato della faida che vede da anni lo scontro tra i Miccoli-De Rosa, i Gallone-Carbone e i Valerio Visaggio, gruppi criminali operativi tra Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia. Una guerra senza esclusione di colpi per il controllo del territorio e dei traffici di droga. Nel 2019 l’omicidio di Pietro De Rosa, poi la risposta con l’agguato mortale ai danni di Cosimo Damiano Carbone. Infine, i tentati omicidi di Michele Vitobello e Michele Visaggio. Ma è almeno dal 2003 che i clan sparano per guadagnarsi l’egemonia nella Bat.

Sono inoltre noti i legami tra le organizzazioni trinitapolesi e i boss mafiosi della provincia di Foggia. Spicca l’alleanza tra i Gallone-Carbone e i foggiani Moretti, emersa anche in recenti inchieste di carabinieri e DDA. Il capo del clan, Giuseppe Gallone, 43 anni fu intercettato mentre parlava del suo rapporto con Pasquale Moretti, figlio del Mammasantissima Rocco. Insieme, avrebbero commentato alcuni episodi criminali avvenuti sul Gargano allo scopo di risolvere dissidi in seno ai clan del promontorio.

Qualche settimana fa, Gallone è stato trasferito ai domiciliari in una località del Beneventano nell’ambito del processo “Nemesi” ma pochi giorni fa è stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare che lo accusa di una rapina compiuta a gennaio 2019 a Ferrara. I carabinieri del Comando provincia di Foggia indagano per scovare mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio di suo cugino.



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