Dagli e-sport al biliardino: i “giochi della mente” ambiscono alle olimpiadi

Le Olimpiadi del 2021 che si terranno in Giappone dal 23 luglio all’8 agosto ospiteranno 5 nuovi sport. Le nuove discipline sdoganate dal CIO all’assemblea di Rio de Janeiro del 6 agosto del 2016 sono il surf, il karate, lo skateboard, l’arrampicata sportiva e il baseball-softball. Ai giochi di Rio del 2016 erano stati invece accolti anche il rugby a 7 e il golf mentre sono ancora tante le discipline che ambiscono ad entrare tra i grandi dello sport. Le bocciate celebri, grandi escluse delle prossime olimpiadi, sono invece il wushu (meglio noto come kungfu) e lo squash che hanno perso il treno olimpico in favore della lotta (libera e greco romana) che rischiava incredibilmente a sua volta di essere scartata pur essendo tradizionalmente uno degli sport simbolo dell’agone olimpico. 

Anche alcune “discipline della mente” vorrebbero entrare nella cerchia degli sport che contano. Gli scacchi ad esempio organizzano da decenni le loro proprie olimpiadi ma dopo Tokyo potrebbero essere accolti dal CIO ai prossimi Giochi di Parigi. In particolare, le versioni rapid e blitz che hanno una dinamica di gioco più veloce sembrano più adatte al rendering televisivo. Questo gioco potrebbe avere del resto un buono riscontro in termini di marketing visto che nel mondo sono oltre 600 milioni gli appassionati del damiere. Esiste anche un precedente per questa disciplina e risale al 1924 quando il comitato olimpico, in concomitanza dell’ottava olimpiade organizzata proprio a Parigi, fece disputare un torneo di scacchi internazionale nella capitale francese al quale parteciparono 55 giocatori provenienti da 18 Paesi.
I cosiddetti sport mentali sono dunque nel DNA delle moderne olimpiadi ed è anche per questo che il bridge e la dama hanno tentato recentemente il colpaccio venendo momentaneamente respinti dal comitato olimpico, mentre il backgammon, altro gioco diffusissimo al pari degli scacchi con milioni di appassionati in giro per il mondo, non si è ancora mai ufficialmente proposto ma la sua federazione medita la candidatura.
Se insieme agli scacchi anche il backgammon ambisce alle olimpiadi, non è da meno il poker sportivo che proprio con l’antichissimo gioco da tavola di origini sumere condivide diversi aspetti dall’importanza del calcolo matematico e delle probabilità alle strategie di gioco.
La Global Association of International Sports Federations, con sede in Svizzera, ha ritenuto questo sport degno di essere considerato disciplina olimpica sebbene per il momento una sua possibile introduzione sia stata accantonata. 

Anche il biliardino e il bigliardo dovranno ancora attendere di essere nobilitati dal CIO dopo la recente esclusione e restano fuori anche il bowling, il wakeboard e il kettlebell lifting che dovranno pazientare per il loro rilancio olimpico. Nel frattempo, alcune bizzarre discipline come il dodgeball (palla avvelenata), e il foot golf (golf con i piedi) hanno chiesto al CIO di diventare sport olimpici mentre la breakdance è riuscita a spuntarla e sarà per la prima volta presente alle Olimpiadi parigine del 2024.
Nella lista di quegli sport che non ci si aspetterebbe di trovare alle olimpiadi c’è anche il nascondino che sarà proposto a Tokyo in via sperimentale. Il promotore di questo gioco è stato il docente giapponese di Scienza dello Sport della Nippon Sport Science University di Tokyo Yasuo Hazaki che oltre ad essersi battuto per il riconoscimento di questa disciplina ne ha anche codificato le “regole olimpiche”. Due squadre di 7 persone (divise tra “cercatori” e “fuggitivi”) si affronteranno in 2 tempi di 5 minuti alternando i ruoli di “nasconditore” e “scovatore”. Si giocherà su una superficie ampia all’incirca come un campo da basket simulante spazi naturali, domestici e urbani. Ha avuto meno fortuna l’orienteering (le corse di orientamento nei boschi con mappe e stazioni), disciplina senz’altro affine al nascondino con diverse migliaia di affiliati in giro per il mondo, che ha perso invece l’ultimo treno olimpico. Nell’ottica di un avvicinamento dei più giovani il CIO medita anche una possibile introduzione degli e-sport tra le discipline olimpiche, un segno del cambio dei tempi che tra qualche anno potrebbe portare sul podio accanto agli sportivi più famosi del mondo anche alcuni assi del joystick. 

 





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