Consiglio Zoom di fuoco al Comune di Foggia. Veleni e stoccate al sindaco per l’assise rinviata, ballano le questioni urbanistiche nella maggioranza

Opposizioni al veleno. Cavaliere: “Il sindaco non dice la verità, ho offerto la disponibilità di un maggiore coinvolgimento”. Quarato: “Discussioni al limite del surreale, non si pensa alla città”

Un consiglio comunale molto infuocato sulla piattaforma Zoom per il Comune di Foggia. L’assise web che contava numerosi accapo, tra cui l’accordo di Programma Tonti Raffaele Coer s.r.l. con attualizzazione e novazione della convenzione urbanistica e l’attualizzazione e novazione della convenzione urbanistica tra il Comune di Foggia e il Consorzio Unitario COOP-CASA, riguardante le aree dei Servizi per la residenza individuate nei Comparti Ordona Sud e Biccari all’interno del vigente P.d.Z. 167 di Foggia e la realizzazione dei 30 alloggi comunali ed il completamento delle Opere di Urbanizzazione, è stata rinviata col voto favorevole dei 20 consiglieri di centrodestra, l’astensione di Leo Di Gioia e 12 voti contrari, tra cui anche quello del presidente Leo Iaccarino. Forte l’attacco degli eletti del Pd e del leader della minoranza Pippo Cavaliere, del tutto contrari al rinvio proposto dall’azzurro Raffaele Di Mauro.

Su entrambe le questioni urbanistiche non c’è unanimità nella maggioranza. Secondo indiscrezioni il vecchio permesso a costruire di Tonti in zona Ospedali sulla prosecuzione di Via Pinto, ormai accantonato da almeno 10 anni, sarebbe stato acquistato dall’imprenditore Michele D’Alba, inizialmente interessato a costruire degli alloggi high-tech per anziani, ma ora più propenso all’edilizia libera. Un piano, che secondo molti andrebbe a gravare con enorme carico di traffico sull’orbitale all’altezza di via Napoli, dove vi sono problemi idrogeologici, denunciati dagli uffici regionali e già parzialmente risolti con una sopraelevazione del manto stradale dell’orbitale. Non è un mistero che la zona del Deu sia molto acquitrinosa, tanto che per il nuovo parcheggio è stato necessario realizzare delle ampie vasche sotterranee per lo scolo delle acque piovane.

Ebbene, consiglio rinviato con altre motivazioni: domani i capigruppo si incontreranno alle 12 in presenza nell’aula del consiglio di Palazzo di città. Secondo Cavaliere si sono violate le norme, perché la maggioranza ha imposto la propria decisione, bypassando il dibattito, che il regolamento invece rendeva possibile, come ratificato anche dal segretario generale Caso.

“Non c’è unanimità sugli argomenti. È grave la decisione di rinviare, noi viviamo un momento straordinario, eccezionale, e si rinvia con una scusa inconsistente, il Consiglio non è sul Coronavirus, è su altri accapo, rappresenta una mancanza di rispetto e di sensibilità nei confronti dei cittadini, ci sono delle mozioni interessanti, ancora una volta si offusca l’immagine della istituzione”, ha specificato Cavaliere.

Netta la posizione di Di Mauro: “Tengo più a far sapere al commerciante, alle scuole materne, a chi ha un deposito quali sono le linee guida contro il Covid, sono più interessato a questi argomenti che non allo schema di convenzione tra Candela e Foggia. Quelle linee di indirizzo dovranno passare o per gli uffici o per la Giunta. Pippo, non svolgere il ruolo del polemista”, è stato il suo appello.

“La maggioranza ha l’esigenza di rinviare per problemi interni. Contro la maggioranza è complicato tenere un consiglio. Mi astengo. La maggioranza non è pronta a discutere gli argomenti”, ha rimarcato Leo Di Gioia ormai equidistante tra Landella e la coalizione che lo ha eletto in consiglio.

Critico il pentastellato Giovanni Quarato: “Trovo queste discussioni al limite del surreale, come il primo consiglio comunale post Covid. Tutti diciamo di essere uniti contro l’emergenza. Non riesco a capire perché non possiamo lavorare e decidere oggi sugli accapo che sono importanti per la città, invece ci pensiamo domani. Servono atti di avvicinamento, ma voi entrate sempre a gamba tesa. È una metodologia di approccio relazionale sballata. Andiamo alla sostanza delle cose, su cui sicuramente possiamo trovare punti in comune”.

Il sindaco una volta rinviato il consiglio è stato nuovamente duro nei confronti delle minoranze. “Cavaliere vuole mantenere il profilo dell’oppositore. Ho invitato più volte la minoranza a contribuire, ma non ho ricevuto né da Cavaliere né da altri delle proposte. Se c’è una condivisione, va bene, ma vedo che ci sono atteggiamenti di ostilità da parte del Pd, che strumentalizza in ogni occasione. Capisco che il Pd è appassionato agli accapo urbanistici, ma esprimo rammarico per questi comportamenti”.

Sul punto Cavaliere a l’Immediato ha però evidenziato che quelle di Landella “non sono altro che bugie”. E ha aggiunto: “Il sindaco non dice la verità, ho offerto la disponibilità di un maggiore coinvolgimento. Agli inizi di marzo gli proposi, mettendo da parte le posizioni strumentali, una conferenza stampa congiunta, un appello in cui invitare i cittadini alla cautela, di rispettare il lockdown, in modo da dare la sensazione che le istituzioni fossero unite e lavoravano per la città. Per rasserenare gli animi nel pieno del picco pandemico. Ma Landella ha rifiutato ogni forma di collaborazione. Per collaborare serve coinvolgimento, non può pretendere che gli si forniscano idee, se non c’è condivisione e coinvolgimento”.





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