Il GrandApulia pronto a ripartire dal 18 maggio. Patron Sarni: “Siamo tornati indietro di 30 anni, se lo Stato non darà liquidità sarà dura. I miliardi di Conte? Chiacchiere”

“Fino adesso, i grossi, ma anche i piccoli, non hanno inviato comunicazioni, aprono tutti, ma bisogna vedere come aprono. C’è chi potrebbe continuare ad usufruire della cassa integrazione”

Conto alla rovescia per i centri commerciali, che dal 18 maggio potranno riaprire per tutte le categoria di vendita, dopo due mesi di lockdown. In Spagna gli store Zara sono stati presi d’assalto e lo stesso potrebbe accadere al GrandApulia, dove in queste ore si stanno predisponendo gli spazi, il distanziamento nei bar e sulle sedute della galleria.

Il patron Tonino Sarni (foto in alto) è convinto che non ci sarà calca. Teme una crisi di consumi drastica.

Lo abbiamo intervistato.

Il 18 si riapre, come pensa andrà?

Lo Stato ha dato qualcosa? Ai lavoratori non ha dato nulla. Come fa una persona a pensare di consumare dopo tutto quello che è successo e senza avere soldi in tasca? Se ha 100 euro penserà al cibo e non a spendere nei centri commerciali in beni voluttuari.

I consumi alimentari sono già diminuiti, segno che forse la povertà avanza.

Appunto. Gran parte dei miei dipendenti in cassa integrazione non ha ancora preso un centesimo. Solo al Nord i dipendenti delle stazioni di servizio hanno preso qualcosa, ma parliamo di briciole. Da 1500 euro che è il salario base, sono arrivate 430 euro in tre mesi. Una miseria. La cassa integrazione non è arrivata, lo Stato parla di centinaia di miliardi, ma sono solo chiacchiere. Che io sappia, solo qualcuno al Nord l’ha ricevuto, ripeto, ma solo nelle stazioni di servizio (Sarni è proprietario della nota catena omonima, ndr). Ma dalla paga base tolgono le spese.

Non è arrivata neppure ai dipendenti di Sarni Oro e degli altri suoi punti vendita?

No, niente.

Il 18 che situazione prevede?

Stiamo cercando di riaprire, sperando che possa esserci riscontro. Siamo tornati indietro di 30 anni, se lo Stato non darà liquidità sarà difficile. Lo statale, il pensionato possono spendere, ma il resto niente. Quello che lavorava a nero, non esiste. È un problema, ma bisogna riaprire. Apriamo e poi vediamo.

E per i fitti dei locali come farete? Aprono tutti i negozi della galleria?

Sono 400 locali, ora non possiamo chiedere, ci sederemo e vedremo nelle prossime settimane. Fino ad adesso, i grossi, ma anche i piccoli, non hanno inviato comunicazioni, aprono tutti, ma bisogna vedere come aprono, nel senso che potrebbe accadere anche che alcuni negozi continuino ad usufruire della cassa integrazione e lavorino solo 7 ore.

Questo cosa significa? Non potete mica consentire in questo momento che lavorino solo il weekend rischiando assembramenti?  

Certo, vedremo come organizzare le possibili 7 ore al giorno. Io non credo che ci saranno assembramenti neanche il fine settimana, forse verranno a fare la passeggiata, ma non spenderanno.

Ma come farete acconsentendo alle chiusure a macchia di leopardo? Per voi restano comunque i costi della struttura…

Sarà sempre aperto, programmeremo. Stiamo tutti nella stessa baracca. Lunedì aprono tutti, poi vediamo. Ci abbiamo rimesso un sacco di soldi, un locale che incassava prima 6mila euro e aveva 20 dipendenti, nelle stazioni di servizio è passato a 300 euro.

Sono rimasti solo i camionisti nel lockdown e negli inizi della fase 2.

Il camionista non spende, si va a prendere un caffè, ora se lo porta fuori.

Dal 18 potrà prenderlo anche al banco?

Non si sa ancora se lo potrà prendere al banco o sempre fuori, non si sa, bisogna leggere le 400 pagine di decreto. Abbiamo perso milioni. Siamo arrivati a zero, ora siamo a 2. Per tornare a 10 ci vorranno mesi.

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