Puglia, Emiliano pressa per voto a luglio: “Evitare seconda ondata Coronavirus, altrimenti rischio rinvio di un anno”. Per la Regione ipotesi 19 o 26

“Sarebbe meglio votare a luglio per una questione di motivi sanitari e mi auguro che il Parlamento corregga la norma che ha chiuso la finestra di luglio lasciando aperta solo quella di ottobre – novembre”. Lo ha ribadito il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ascoltato in VII commissione del Consiglio regionale. La richiesta di audizione era stata presentata da alcuni consiglieri di opposizione. Per Emiliano è “una pagina strana” la chiusura della finestra elettorale a luglio anche perché “nel Consiglio dei ministri era stato presentato, se non ricordo male, un decreto legge che anziché contenere le indicazioni del ministero dell’Interno sui due periodi di voto, ha previsto solo la finestra autunnale”.

Ma, secondo il governatore, c’è il rischio sottolineato dagli epidemiologici che ad ottobre-novembre ci sia “una seconda ondata epidemica”. In quel caso, significherebbe che “andremmo votare tra un anno e questo slittamento mi sembra eccessivo”. L’eventuale impossibilità a votare in estate sarebbe “una lesione del principio di leale collaborazione”, ha dichiarato il presidente. “Noi faremo il possibile – ha concluso – per garantire in Puglia il rispetto della Costituzione e del diritto, non voglio polemiche anche perché non stiamo pensando alle elezioni perché stiamo facendo un lavoro sfibrante, al contrario di quelli che fanno polemiche e che sono gli stessi che non stanno lavorando”.

“In questo momento – ha concluso Emiliano –  l’ultimo dei miei pensieri sono le elezioni, ammesso ci sia qualcuno disposto ad affrontare i prossimi 5 anni da presidente. Io lo farò perchè costretto. I prossimi 5 anni saranno i peggiori della storia italiana”. Tecnicamente le uniche due date possibili per  recarsi alle urne in luglio sono il 19 e il 26″. Lo ha detto il vicepresidente della giunta regionale pugliese, Antonio Nunziante al termine delle audizioni.

Marmo: “Voto a luglio? Solo impennata costi”

“Un DPCM ha limitato la libertà personale dei cittadini, quando la Costituzione prescrive che si possa fare solo con legge. Sono stati varati interventi economici indebitando lo Stato, quando la Costituzione lo vieta e impone il pareggio di bilancio. Sono state inflitte sanzioni ai cittadini per violazione di prescrizioni contenute nei decreti, quando si possono emanare solo per violazione di legge. Ebbene, tutte queste lesioni costituzionali sono state ‘accettate’ in virtù del momento sottoposto a decretazione di emergenza sanitaria e ora qualcuno vorrebbe sventolare la Costituzione per la data delle elezioni? Emiliano e gli altri presidenti di Regione che brigano affinché si voti a luglio dovrebbero avere a cuore innanzitutto la salute dei cittadini: la Puglia ha un indice di contagio superiore a quello della Lombardia e un indice di mortalità nettamente superiore a quello di tutte le altre Regioni del Sud”.  Lo dichiara con una nota il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo.

A breve, verranno riaperte moltissime attività e noi dobbiamo monitorare il quadro epidemiologico. Dobbiamo avere il tempo di capire il livello di sicurezza, cosa possibile solo votando in autunno. Peraltro, per votare a luglio (cosa mai accaduta e ci sarà un motivo), dovremmo immaginare di triplicare i seggi e in più giornate per evitare file chilometriche e pericolose per il contagio, con un’impennata dei costi della macchina elettorale. Poi, dovremmo chiedere ai cittadini di votare due volte: una a luglio per le elezioni regionali e un’altra a ottobre per le amministrative? E chi paga questo costo esorbitante, quando si può fare un “election day” direttamente in autunno? Ci vuole buonsenso. Io, personalmente, mi batterò coinvolgendo i parlamentari del mio partito, affinché ciò non avvenga. Aspetterei, con ragionevolezza, la decisione del Parlamento in sede di conversione del decreto. In ultimo, ma non ultimo, a Emiliano che guarda con tanto desiderio alla finestra elettorale estiva, ricordo che lui e i presidenti con cui condivide la battaglia stanno avendo una extra-ordinaria esposizione mediatica per il Coronavirus: circostanza che già compromette una partita in cui dovrebbe vigere la par conditio”.

 





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