Regionali 2020, pressing di Emiliano per votare a metà luglio. Sconcerto dei civici per Leo Di Gioia che resta per ora nel centrosinistra

In tanti lo davano già in forza al centrodestra, dopo le dimissioni assessorili e dopo il suo sostegno alle europee al leghista Massimo Casanova. Ma Leo Di Gioia resta incardinato nel centrosinistra trattenendo il vessillo che lo elesse 5 anni fa.

Ha fatto rumore a Bari la dichiarazione nell’ultimo consiglio regionale dell’ex assessore regionale all’Agricoltura Leo Di Gioia, ora semplice consigliere, ma rimasto capogruppo in aula in Via Gentile e unico consigliere del vessillo col quale fu eletto 5 anni fa, la lista e contenitore politico Emiliano Sindaco di Puglia.

In tanti lo davano già in forza al centrodestra, dopo le dimissioni assessorili e dopo il suo sostegno alle europee al leghista Massimo Casanova. Si sa come è andata, il politico foggiano, dopo aver perso a Foggia le elezioni amministrative col candidato sindaco Pippo Cavaliere, il cui centrosinistra extralarge fu anche indebolito da quella sua scelta ambigua strombazzata sul Corsera, non si è mai deciso ad entrare ufficialmente nella Lega, nonostante avesse il via libera del dirigente regionale Giovanni Riviello.

Resta civico e incardinato nella maggioranza Emiliano, almeno per ora. Lunedì scorso infatti, dopo il passaggio di alcuni consiglieri regionali in gruppi diversi e l’annuncio di Mario Conca dell’abbandono del gruppo del M5S con l’adesione al gruppo Misto, Leo Di Gioia, in avvio della seduta ha comunicato di aver assunto la carica di capogruppo del gruppo “Emiliano sindaco di Puglia”, di cui attualmente è unico componente.

Tutti gli altri civici, a cominciare dai cassaniani e dai pisiccchiani, sono rimasti sconcertati. Il gruppo Emiliano Sindaco di Puglia era inizialmente molto numeroso, solo negli ultimi mesi gli eletti avevano deciso di aderire a Senso Civico o a Italia in Comune. Secondo alcuni la scelta dell’ex assessore va letta anche alla luce di alcune polemiche economiche avanzate dai 5 Stelle che lo avevano accusato di sottrarre il compenso da capogruppo indebitamente.

“Quella di Di Gioia è stata una scelta tecnica, il capogruppo prendeva più soldi quando era capogruppo di 6 consiglieri. Oggi una quota è rimasta comunque in capo a Zinni di Andria. Da Foggia non fu assunto nessuno negli uffici del gruppo consiliare. Di certo la sua scelta ha suscitato delle sorprese, dei malcontenti in qualcuno. Di Gioia potrebbe pure decidere di fare la lista alle prossime regionali”, spiega un suo ex amico.

Intanto fa breccia l’ipotesi di votare a metà luglio. I governatori uscenti di Veneto, Puglia e Campania stanno facendo pressing per anticipare le elezioni. E in Puglia anche il centrodestra è d’accordo, dal momento che si teme che un possibile ritorno del virus in autunno possa portare l’affluenza alle urne ai minimi storici, eventualità che viene considerata assai vantaggiosa per Michele Emiliano. Dall’altra parte Emiliano, come i suoi colleghi Zaia e De Luca, vuole massimizzare subito la sua attuale visibilità da Covid-19.

Negli ultimi giorni a Bari si è anche parlato di una proposta choc, vale a dire la modifica della legge regionale con l’annullamento delle preferenze e il voto per listino, per scongiurare proprio la difficoltà e le differenze di campagna elettorale tra i candidati. Per molti però questa appare una vera boutade, impossibile, dato che una sentenza della Corte Costituzionale già bocciò il Porcellum.

“C’è questo confronto fra le regioni e il Governo, che ha prorogato le elezioni. Le Regioni pressano per votare a metà luglio, ciò significa che a metà giugno devi presentare le liste e 70 giorni prima bisogna convocare i comizi, dando la possibilità ai sindaci di dimettersi qualora volessero candidarsi”, spiega il segretario regionale di Italia in Comune ora alleata con i meridionalisti di Pino Aprile, Rosario Cusmai.

“Non sappiamo cosa succederà in autunno, occorre organizzare l’appuntamento in sicurezza, in previsione l’autunno rispetto all’estate, potrebbe essere più rischioso, se è vero che in estate il virus dovrebbe quasi azzerarsi, è ovvio che qualunque sarà la data questa campagna elettorale sarà diversa dalle vecchie campagne elettorali. Non ci potranno essere riunioni, appuntamenti. Tutti si adegueranno ad un sistema nuovo, coi social, le tv, eventi in videoconferenza”, rileva Cusmai, tra i protagonisti della polemica politica viestano col sindaco Giuseppe Nobiletti, alleato dell’assessore Raffaele Piemontese, pronto a sfiduciare con la sua maggioranza il presidente del consiglio Paolo Prudente, nonché cognato (i due hanno sposato due sorelle ndr), reo di volersi candidare proprio con Italia in Comune con la coalizione di Michele Emiliano.

È già aspra la campagna elettorale contro Raffaele Fitto, che cerca di dare un peso alla politica del centrodestra, dopo mesi di assenza della Lega e un ritorno sulle reti Rai solo ieri di Nuccio Altieri, suo possibile competitor interno.

Il presidente del Gruppo del PD in Consiglio regionale, Paolo Campo è netto in una nota, dopo le ormai sedate polemiche avviate dal direttore Magistà. “Il governo non toglierà soldi al Sud. E a dirlo non sono io, è il ministro per la Coesione territoriale, Peppe Provenzano, di fronte ai deputati. La ‘clausola del 34%’, la percentuale dei fondi destinati alle aree svantaggiate del Mezzogiorno, non sarà toccata da nessuno, “perché – cito Peppe – il lungo processo di disinvestimento al Sud è una delle cause della crescita debole e della scarsa competitività dell’intero Paese”. È il motivo per cui il governo non ha mai neanche preso in considerazione un’ipotesi avanzata da qualche tecnico e che non è mai entrata neanche nel dibattito politico. Raffaele Fitto e i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e del centrodestra possono rasserenarsi e smetterla di fare campagna elettorale su questo tema. Non è mai esistito alcun rischio e gli attacchi al presidente Michele Emiliano altro non erano che “il nulla mischiato con il niente”.  Piuttosto, ci si concentri tutti sul più efficace ed efficiente impiego dei 665 milioni recuperati dalla Regione Puglia, in accordo con il governo, grazie alla rimodulazione dei fondi europei. C’è da riavviare l’economia pugliese, non c’è tempo per le polemiche”.





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