“Miglio? Fa solo proclami social, ma non pensa a ridurre la Tari”. L’opposizione di San Severo all’attacco del sindaco

“È facile fare populismo da soli sui social con le dirette ma è difficile dimostrare serietà e capacità nei luoghi della democrazia e delle decisioni”.

L’opposizione del Comune di San Severo è molto dura nei confronti dell’amministrazione Miglio. In un lungo comunicato Maria Anna Bocola, Rosa Caposiena, Lidya Colangelo, Gianfranco Di Sabato, Rosario Di Scioscio, Giuseppe Manzaro e Matteo Priore elencano tutti gli errori del sindaco Francesco Miglio, reo di non aver ascoltato il grido di dolore delle attività commerciali della città dei campanili. In maniera esplicita lo accusano anche di nepotismo a Palazzo dei Celestini.

Ecco quanto scrivono gli oppositori.

Tutti i nodi vengono al pettine. Ed il pettine si chiama Consiglio Comunale. Luogo in cui, attraverso le votazioni, si vede  da che parte stanno i fatti e da che parte le chiacchiere.

Ieri sera durante l’unico consiglio comunale convocato in questa fase emergenziale l’opposizione ha proposto un emendamento per aiutare le imprese e attività commerciali chiedendo: Riduzione del 100% della quota variabile della Tari per i periodi interessati da chiusura forzata (causa covid) calcolata sui giorni dell’intero anno ai giorni di chiusura. ; riduzione del 50% della quota variabile della Tari per le attività colpite dalle misure restrittive previste dal dcpm (fase 2).

Avevamo chiesto di tagliare i costi della Tari per tutte le attività e i soggetti maggiormente colpiti dai provvedimenti restrittivi ministeriali ma la maggioranza ha respinto la proposta poiché, secondo loro, non ci sarebbero sufficienti coperture.

Falso.

“Non sanno” se ci sono coperture. Cosa ben diversa. E non lo sanno perché hanno portato un regolamento senza aver stilato prima il bilancio di previsione, senza aver stabilito le nuove tariffe della TARI e senza aver fatto  i conti economici relativi  al prossimo bando per il servizio di igiene urbana.

Incuria che di fatto ha impedito che l’emendamento fosse approvato.

Un pressapochismo politico imperdonabile in questo momento di crisi che ha penalizzato le imprese. Ancor più grave se si pensa che non hanno neppure chiesto alla ditta che gestisce l’igiene urbana di ridurre il servizio durante questi mesi e quindi di ridurre il costo del contratto. Insomma abbiamo pagato per servizi che non abbiamo usufruito sprecando risorse utili che dovevano servire per imprese e famiglie. Sprechi esattamente identici a quelli che vengono fatti per le assunzioni degli amici di Miglio e maggioranza con stipendi faraonici. Gli amici sono tutelati con le casse comunali mentre centinaia di imprenditori e aziende vengono lasciate al loro destino. Ancora una volta, chi è a capo dell’Amministrazione Comunale, dopo tanti proclami e slogan lanciati sui social, si è dimostrato sordo alle richieste concrete e collaborative dell’opposizione e incapace di accogliere le istanze dei tanti cittadini che ora più che mai hanno bisogno del nostro aiuto e sostegno politico. I nodi sono venuti al pettine. È facile fare populismo da soli sui social con le dirette ma è difficile dimostrare serietà e capacità nei luoghi della democrazia e delle decisioni.

 

 

 





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