Nel regolamento comunale, l’impossibilità della sfiducia a Iaccarino. “Un commento social non è una violazione di legge”

Il sindaco starebbe cercando ancora eletti alleati, benché proprio dalla maggioranza siano in diversi a sfilarsi. A cominciare da Bruno Longo fino ad Alfonso Fiore

Il sindaco Franco Landella è alle prese con le possibili riaperture consentite dall’ultimo decreto di Conte. Villa, mercati, cimitero. Il primo cittadino si è già espresso sulla Villa e sui mercati, dotati da tempo del noto piano anti assembramento. Tuttavia continua la battaglia politica interna contro il presidente del consiglio Leo Iaccarino, che si era macchiato del commento volgare nei confronti di Landella, ma che poi si era prontamente pentito. Da allora il politico e vigile del fuoco ha tenuto i toni bassi, anche se sono molti gli eletti che gli chiedono una convocazione monotematica sulle misure da adottare contro l’emergenza economica da Covid-19.

Tante categorie attendono risposte. A Bari Antonio Decaro ha annunciato che aumenterà del 50% l’occupazione di suolo pubblico per bar e ristoranti. A Foggia, dove il Comune vive con la scure del Salva Enti prodotto dagli anni del centrosinistra, si attendono ancora misure economiche adeguate alla sfida.

Resta il tema della sfiducia a Iaccarino. Il sindaco starebbe cercando ancora eletti alleati, benché proprio dalla maggioranza siano in diversi a sfilarsi. A cominciare da Bruno Longo fino ad Alfonso Fiore, che a l’Immediato dichiara di non voler assolutamente sfiduciare Iaccarino. Dubbiosi anche Danilo Maffei e Amato Negro, del tutto preoccupati a sostenere i foggiani nella grave crisi che stanno attraversando.

In realtà in soccorso dell’azzurro campione di consensi, ci sarebbe anche il regolamento, che recita in ordine alla massima carica consiliare: “Il Presidente ed il Vice Presidente cessano dalla carica in caso di dimissioni, decadenza, morte o revoca. La proposta di revoca, congruamente motivata in relazione a gravi e reiterate violazioni di legge o di regolamento, va presentata e sottoscritta da almeno un quinto dei Consiglieri assegnati e per essere approvata deve ottenere, a scrutinio palese, il voto favorevole di almeno due terzi dei Consiglieri assegnati”.

Molti eletti fanno notare che in questo caso mancherebbero le reiterate violazioni di legge o di regolamento. Può del resto un post rappresentare questa cornice o non è piuttosto qualcosa da ascrivere nell’alveo del diritto di espressione? “Basta una querela se Landella si è offeso, la sfiducia non è contemplata nel caso di specie”, ridacchia un oppositore.





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