Venerdì Santo affollato a San Marco in Lamis, sindaco e parroco fanno parlare l’avvocato: “Nessun avviso di garanzia”. Nel Leccese (per molto meno) pioggia di sanzioni

Su quanto accaduto si sono mossi Procura e Prefettura, decisi a far luce sulla vicenda

Non contenti della gaffe, il sindaco di San Marco in Lamis Michele Merla e il parroco don Matteo Ferro sono tornati alla carica coinvolgendo un avvocato concittadino. Quest’ultimo ha inviato una lettera alle testate dopo i fatti del Venerdì Santo.

“Sono stato incaricato dal sindaco e dal parroco di divulgare una nota in merito a quanto accaduto nei pressi della Chiesa Santissima dell’Addolorata”, scrive il legale.

“Orbene – continua -, il sindaco ed il parroco comunicano di aver preso atto dai media che la Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Foggia avrebbe aperto un’inchiesta finalizzata a verificare se vi siano state responsabilità di tipo omissive e, contrariamente a quanto asserito da alcuni quotidiani online, giammai sono stati raggiunti da una informazione di garanzia”.

Passaggio mai pubblicato da l’Immediato che ha diffuso le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal procuratore capo, Ludovico Vaccaro: “A breve apriremo una inchiesta. Il nostro scopo è quello di ricostruire l’accaduto per accertare eventuali responsabilità di tipo omissivo. Di sicuro c’è stata una violazione delle misure anti contenimento da virus Covid”. Sulla questione si è mosso anche il prefetto di Foggia, Raffaele Grassi che ha convocato un vertice per poi chiedere a Merla “un rapporto dettagliato” su quanto accaduto.

Tramite il legale, sindaco e parroco si dicono “a disposizione dell’autorità giudiziaria inquirente foggiana”, spiegando che “l’apertura di una inchiesta impone massimo riserbo, ragion per cui nessuna altra dichiarazione sarà rilasciata alle varie testate giornalistiche, almeno sino ad avvenuta chiusura delle indagini”.

A fine nota, il sindaco, quale primo cittadino, e il parroco, quale rappresentante dei propri parrocchiani, “certi del rispetto che si avrà della scelta operata, si impegnano a comunicare eventuali risvolti della vicenda giudiziaria che potrebbe riguardarli”.

Intanto a Supersano nel Leccese, per molto meno, sindaco e assessori sono stati interrotti e sanzioni dai carabinieri con 400 euro a testa perché presenti alla messa del Venerdì Santo. I militari si erano accorti della presenza di più persone in piazza IV Novembre all’esterno della chiesa di San Michele Arcangelo, dove si stava svolgendo la liturgia legata ai riti del venerdì santo, celebrata dal parroco don Oronzo dinanzi alla statua del Cristo morto portata fuori dalla chiesa per la benedizione finale.

Presenti alla cerimonia, diffusa in streaming, anche il sindaco Bruno Corrado e l’amministrazione comunale oltre a qualche fedele. Tutti con la mascherina e a distanza gli uni con gli altri. Ma per i carabinieri questo non era sufficiente. I militari hanno sanzionato 13 persone per violazioni dei decreti del presidente del consiglio dei ministri sul contenimento del contagio da coronavirus.