“Ambulanze senza vigilanza e operatori nel panico”, preoccupa trasferimento pazienti da Troia a Lucera: “Così si diffonde contagio”

“Proteste da parte degli infermieri che in prima persona si sono fatti carico dell’assistenza ai ricoverati, di cui due con evidenti manifestazioni di febbre”

“La misura dell’intervento adottato nella giornata di ieri presso la struttura residenziale ‘San Raffaele’ di Troia. con il trasferimento in massa degli ospiti anziani presso l’Ospedale “Lastaria” di Lucera, a seguito di positività al Covid-19, è stato. a parere nostro. un rimedio peggiore del male. con il rischio concreto di diffondere anziché contenere il contagio”. Lo denuncia la Cisl.

“La decisione del trasferimento di massa dei ricoverati della suddetta struttura non è stata adeguatamente comunicata e preparata – proseguono dal sindacato -. Ne è la dimostrazione evidente di quanto avvenuto nella giornata di ieri, sia all’atto del trasferimento con i pazienti nelle ambulanze senza adeguata vigilanza, sia all’atto del ricovero con gli operatori sanitari nel panico e senza adeguate disponibilità di DPI idonei a fronteggiare l’emergenza”.

“Fare di una struttura ospedaliera ‘un muletto’ per consentire la messa in sicurezza di una struttura sanitaria privata non è la soluzione migliore. Si vedano in proposito soluzioni alternative adottate in zone dell’Italia dove il contagio è più diffuso, come ad esempio la disponibilità di alberghi, strutture dismesse ecc. Quanto accaduto ieri è irrazionale e inaccettabile. Esprimiamo in proposito la nostra ferma e vibrata protesta.
Abbiamo assistito a situazioni disperate dove la disponibilità ‘personale’ dei DPI ha fatto la differenza e ha sollevato un coro di proteste da parte degli infermieri che in prima persona si sono fatti carico dell’assistenza ai ricoverati, di cui due con evidenti manifestazioni di febbre.
Gli operatori sanitari stanno fronteggiando una guerra con armi spuntate, lo stanno facendo, rientra nel dovere etico e morale prima che civile, ma hanno il sacrosanto diritto di avere la disponibilità dei DPI necessari per stare tra i pazienti ricoverati.
Chiediamo un incontro urgente, con le modalità previste – concludono -, per un confronto sulla situazione in atto sul territorio e sulle misure che si stanno adottando sia a prevenire la diffusione del contagio che quelle volte a consentire agli operatori sanitari ad operare nella massima sicurezza”.





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