Quarantena di fuoco, fronda interna potrebbe tentare di far cadere Landella. “La sua giunta ormai è sfasata”

Bruno Longo, Paolo Citro, Alfonso Fiore e Leo Iaccarino starebbero corteggiando anche Danilo Maffei a Amato Negro per votare contro e unirsi in prima convocazione alle opposizioni ribaltando così i numeri del primo cittadino

L’Italia è in quarantena, bloccata dal Covid-19. Eppure nella maggioranza di centrodestra al Comune di Foggia le ore scorrono ancora più febbrili. Secondo alcune indiscrezioni una fronda interna potrebbe tentare di far cadere Franco Landella quando e se si tornerà in aula alla fine di aprile, per l’approvazione del bilancio.

Bruno Longo, Paolo Citro, Alfonso Fiore e Leo Iaccarino starebbero corteggiando anche Danilo Maffei a Amato Negro per votare contro e unirsi in prima convocazione alle opposizioni ribaltando così i numeri del primo cittadino.

“Lui non ha una maggioranza, non ha il presidente del consiglio, non ha un partito forte, ha tanti nemici in maggioranza, e nemici fortissimi come Leo Di Gioia e Pippo Cavaliere in minoranza. Sfido chiunque a dire che c’è una maggioranza”, spiega Longo a l’Immediato.

“La sua è una giunta sfasata – prosegue –, noi abbiamo offerto il dialogo per aggiustare questi squilibri, ma il metodo è sempre quello di non avvisarci su determinati argomenti, noi vogliamo ragionare sulle scelte da fare nel rispetto del programma elettorale. In questo momento mi trovo con le mani libere, non ho nessun vincolo, ma ho sempre coscienza di una maggioranza, che deve rispettare il voto dell’elettorato. Le decisioni si prendono insieme e non da soli, nessuno è padrone, tutti gestiamo, la gestione va allargata anche a quei soggetti che fanno parte della minoranza. Questa sua chiusura nella torre d’avorio porta ad una maggioranza sfilacciata. Non vorrei che molti di noi alla fine si trovassero d’accordo sulle istanze ragionate della minoranza e non sugli strepiti di Landella che ci vengono comunicati con ritardo. Ad oggi vista l’emergenza socio sanitaria con la politica in pausa ritengo che ci siano tutte le condizioni per fare un ragionamento. Il passo lo deve fare lui, ma l’idea di un governo di salute pubblica mi sembra ridicola. Salute di chi? La salute di Landella?”.

Longo si dice al fianco di tutti quegli imprenditori che stanno fallendo, uno su tutti Saverio Normanno della Madaga, a cui è stata negata dall’assessore Sergio Cangelli la transazione per la sua villetta oscurata dal palazzone di Coop Casa nelle volumetrie disperse. “Non mi servono fiancheggiatori – osserva relativamente a chi ipotizza un affiancamento di Leo Iaccarino alle sue istanze – a me basta il partito a cui ho aderito, se non ho ancora fatto il passaggio ufficiale è perché Fitto mi ha chiesto espressamente di aspettare per non indebolire troppo Forza Italia”.

Intanto sono in molti coloro che mugugnano. Lo scorso 13 marzo in pieno DPCM la Giunta si è riunita per approvare questioni secondarie. Il più importante atto appare quello che regolamenta le missioni dei dipendenti e l’uso della macchina comunale. In piena emergenza Coronavirus a molti fa comodo spostarsi col mezzo pubblico.

“Non sollevano nessun problema, era indispensabile riunirsi considerando i temi che hanno trattato in giunta in presenza del sindaco che tace?”, rileva un eletto.





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