Ladogana voleva nascondersi in una comunità terapeutica, ecco come è stato arrestato uno degli ultimi evasi dal carcere di Foggia

L’uomo era ben noto in quanto coinvolto nell’assalto al caveau della “Sicurtranport S.P.A.” avvenuto a Catanzaro il 4 dicembre 2016 con l’utilizzo di tecniche paramilitari

Evasi in fuga, ne restano in libertà tre. Ieri mattina, come anticipato da l’Immediato, intorno a mezzogiorno, la squadra mobile di Foggia, al termine delle indagini coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica, ha rintracciato e catturato Matteo Ladogana, pregiudicato cerignolano di 47 anni. 

L’uomo si era reso responsabile del reato di evasione, in occasione dei tumulti scoppiati lunedì 9 marzo all’interno della Casa Circondariale di Foggia, che avevano determinato l’evasione di massa di 72 detenuti ed il danneggiamento di parti importanti della struttura carceraria. 

Le attività investigative, consistite in numerosi servizi di osservazione e pedinamento a carico della cerchia di familiari e di stretti conoscenti dell’evaso, nonché in numerose perquisizioni nei luoghi precedentemente frequentati dallo stesso, hanno permesso di stringere il cerchio sulla rete di fiancheggiatori e di esercitare una grande pressione sul fuggitivo inducendolo a commettere un passo falso.

Difatti, durante l’attività investigativa è stato accertato che il latitante, ieri mattina, si sarebbe dovuto recare a Foggia per prendere contatti con una comunità terapeutica, immaginando di potersi nascondere all’interno della stessa. Tuttavia, giunto in città, è rimasto doppiamente sorpreso perché la struttura terapeutica era chiusa e, soprattutto, perché ad attenderlo c’erano i poliziotti della mobile che, in un attimo, lo hanno immobilizzato ed ammanettato.

Matteo Ladogana era assurto alle cronache giudiziarie per essere stato tratto in arresto dalla squadra mobile di Foggia il 12 maggio 2018 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in quanto coinvolto nell’assalto al caveau della “Sicurtranport S.P.A.” (operazione Keleos) avvenuto a Catanzaro il 4 dicembre 2016 con l’utilizzo di tecniche paramilitari, armamento da guerra e numerosi automezzi precedentemente rubati dalla criminalità cerignolana.

Dopo gli adempimenti di legge, l’uomo è dovuto rientrare dietro le sbarre e nelle celle della Casa Circondariale di Foggia, da dove era evaso, dovendo finire di scontare una pena di 4 anni di reclusione.

Nel frattempo, proseguono incessantemente le attività investigative da parte degli investigatori della Squadra Mobile di Foggia per il rintraccio degli altri tre evasi: Cristoforo Aghilar, 37enne di Orta Nova arrestato per l’uccisione dell’ex suocera, Filomena Bruno, Francesco Scirpoli, 38enne di Mattinata gravitante nella criminalità organizzata del Gargano e Angelo Bonsanto, 31enne sanseverese, vicino alla malavita dell’Alto Tavoliere.





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