Dall’Orbitale alla pavimentazione, con le mascherine (introvabili) sui cantieri. Ciuffreda: “Mantenere le distanze non è sempre possibile”

Nel mirino anche le 13 gare Invitalia per il Cis di Capitanata, il Contratto Istituzionale di Sviluppo i cui termini per la presentazione dei lavori di progettazione sono previsti entro la fine di marzo

Nessuna sospensione per i cantieri edili e stradali col Coronavirus. I vari lavori pubblici cittadini proseguono, seppur con alcuni rallentamenti. Aperti a Foggia, come da decreto del Governo, i cantieri dell’Orbitale, del nuovo parcheggio e dell’elisuperficie del Deu e del rifacimento di Viale Europa.

Secondo la norma firmata dal premier Conte, le imprese appaltatrici sono tenute ad adottare e ad applicare, ai fini della tutela della salute dei lavoratori, i necessari protocolli di sicurezza volti ad impedire la diffusione del contagio da Covid-19 tra i lavoratori, individuati in stretto raccordo con le autorità sanitarie locali. Le imprese appaltatrici sono tenute a mettere a disposizione dei lavoratori idonei strumenti di protezione individuale”.

Ma mai come in questo momento, i dispositivi di protezione individuale da coronavirus sono introvabili e gli spostamenti dovrebbero limitarsi alle attività improrogabili.

Sono 17 i lavoratori nel cantiere dell’Orbitale, dove sul percorso sono stati già montati alcuni pali al led di ultimissima generazione della ditta Neri, tra le più importanti d’Italia. Domenico Zullo, capocantiere della ditta dell’imprenditore molisano Claudio Favellato conferma di consumare circa 100 dispositivi a settimana. A l’Immediato è netto: “Abbiamo mascherine, guanti, rispettiamo la distanza. Cerchiamo di non lavorare a quei lavori che non consentono di mantenere il distanziamento. Stiamo andando avanti con gli scavatori, dove c’è un guidatore per volta, stiamo rinviando i lavori sui marciapiedi, per i quali gli operai sarebbero costretti a stare a stretto contatto. L’andamento è ridotto cerchiamo di fare quello che riusciamo. Nel nostro mondo edile, che io sappia, non c’è ancora nessuno infetto, però tutto sta rallentando, si manifestano le prime difficoltà a recepire le mascherine. Noi siamo costretti a usarne una al giorno, il problema è serio”.

Non dovrebbe essere la stazione appaltante a preoccuparsene? “No, doveva essere la protezione civile, ma stiamo facendo salti mortali, del resto mancano anche ai sanitari, noi ci aiutiamo tra imprese. Siamo in 17 ne consumiamo diciamo 100 a settimana. Sta emergendo anche un grave problema con i materiali. I trasporti non si sono mai fermati ma alcune aziende cominciano ad avere problemi, chi lavora il ferro al Nord ha rallentato per il virus, hanno lavoratori in quarantena. I lavori di carpenteria potrebbero essere a rischio, a breve, se il contagio non si ferma”.

Ha un appalto nel centro di Monte Sant’Angelo l’imprenditore edile foggiano Antonio Ciuffreda. “Il Governo ci aveva detto di andare avanti e che ci avrebbe dotato di dispositivi di sicurezza, che non sono arrivati e mai arriveranno. Latitanza assoluta- rileva- Per alcuni giorni ho fermato il cantiere, ho preferito tenere gli operai a casa piuttosto che metterli alla gogna e a rischio contagio. Solo dopo aver trovato i dispositivi, pagati 5 volte il loro normale prezzo, siamo andati avanti, mi sono arrangiato, ho comprato a prezzi esorbitanti delle mascherine con filtri, ho comprato tute anticontaminanti, abbiamo preso dei guanti in lattice. Ci siamo arrangiati per conto nostro, ripeto. Però possiamo dire da italiani di essere all’avanguardia rispetto ad altri Paesi europei contro il contagio. Sulla distanza degli operai è assai difficile mantenerla, noi stiamo facendo a Monte Sant’Angelo un lavoro di pavimentazione, è assurdo mantenere le distanze, si sta cercando di rispettare il metro, ma ci sono dei momenti del lavoro in cui è necessario stare gomito a gomito. Stiamo cercando di evitare, sono più presente sul cantiere per evitare assembramenti”.

Ci sono problemi anche negli studi professionali. Il lavoro ingegneristico ai tempi del Coronavirus può di certo farsi in remoto, con video conferenze ed altri programmi, ma si riduce la creatività e la precisione di schizzi e soluzioni tecniche. Ai liberi professionisti e le partite IVA iscritte alle Casse previdenziali professionali (architetti, ingegneri, geometri, geologi, medici, giornalisti,…) è stato “concesso” un “Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19” da 300 milioni di euro, però sussiste per alcuni grossi studi il problema della progettazione.

Nel mirino anche le 13 gare Invitalia per il Cis di Capitanata, il Contratto Istituzionale di Sviluppo i cui termini sono previsti entro la fine di marzo. Alcuni ingegneri avevano richiesto una proroga per le gare di progettazione. Proroga che è stata rigettata da Invitalia. Secondo molti, la mancata proroga è un errore clamoroso, perché non solo i progettisti sopportano un maggior costo per il loro lavoro, ma lo stesso lavoro appare sicuramente meno accurato e meno efficiente che se si potessero vedere ad un tavolo con carte, tavole e disegni fisicamente disponibili. Non tutto si può risolvere on line e davanti ad un pc, secondo i progettisti.





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