Tre “in odor di mafia” e un assassino: 4 evasi dal carcere di Foggia ancora in fuga, i più pericolosi. Caccia senza alcuna tregua

Proseguono le ricerche in tutto il territorio provinciale e non solo. Riflettori puntati soprattutto su Aghilar e Scirpoli ma anche Bonsanto e Ladogana hanno precedenti penali da non sottovalutare

Che fine hanno fatto Francesco Scirpoli e Cristoforo Aghilar? Centinaia di uomini e donne delle forze dell’ordine continuano a cercare gli ultimi quattro evasi dal carcere di Foggia. La grande fuga del 9 marzo scorso è stata ripresa da numerose testate nazionali, persino la CNN ha dedicato spazio a quanto successo nel capoluogo dauno.

Oltre a Scirpoli e Aghilar, continua la fuga di Angelo Bonsanto, 31enne di San Severo e Matteo Ladogana, 48enne cerignolano.

Bonsanto è ben noto agli inquirenti: nel 2017 fu arrestato insieme a malviventi di Torremaggiore e Foggia, tra cui Tommaso D’Angelo del clan della “Società Foggiana”, Moretti-Pellegrino-Lanza.

Bonsanto, D’Angelo e altre due persone finirono in manette l’11 agosto di tre anni fa, due giorni dopo la strage di San Marco in Lamis. I carabinieri li beccarono in un box di via Trieste a Torremaggiore sequestrando armi e mezzi rubati. Secondo gli investigatori, i quattro malviventi erano pronti a partire con l’intento di commettere un agguato sanguinario. “Abbiamo evitato un omicidio”, dissero gli uomini dell’Arma durante la conferenza stampa sugli arresti.

Ma gli investigatori conoscono molto bene anche Ladogana, coinvolto nell’operazione “Keleos” per l’assalto al caveau Sicurtransport di Catanzaro: in quell’indagine emersero collegamenti tra cerignolani e cosche calabresi. A fine luglio 2019, l’uomo è stato condannato a 10 anni di reclusione.

Infine ci sono loro, i più temuti: Aghilar e Scirpoli. Le forze dell’ordine stanno battendo palmo a palmo la Capitanata. Per l’assassino di Filomena Bruno, militari e agenti di polizia scandagliano l’area dei 5 Reali Siti. Elicotteri su Orta Nova, Carapelle e non solo.

Scirpoli, elemento di spicco del “clan dei mattinatesi”, ritenuto un personaggio di rilievo della criminalità organizzata del Gargano, potrebbe aver trovato rifugio nei boschi del promontorio, forte dei suoi agganci con altre batterie criminali della zona. La caccia continua. (In alto, da sinistra, Bonsanto, Aghilar, Scirpoli e Ladogana)



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