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Home - Sirene spiegate e saluto militare per onorare il passaggio dei furgoni. Sappe: “Trovati cellulari e droga”

Sirene spiegate e saluto militare per onorare il passaggio dei furgoni. Sappe: “Trovati cellulari e droga”

Di Redazione
12 Marzo 2020
in Cronaca, Immediato TV
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“Questa mattina intorno alle ore 8 sono usciti dal carcere di Foggia  i furgoni della polizia penitenziaria che trasportavano in altre carceri della nazione circa 107 detenuti appartenenti al gruppo dei rivoltosi che per tre giorni si sono impossessati del carcere, spaccando tutto e  provocando danni materiali per quasi un milione di euro (che nessuno ripagherà), senza dimenticare i documenti distrutti e non più recuperabili”. Inizia così la nota del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria Puglia)

“Ciò è stato possibile grazie ad una azione congiunta – si legge – organizzata dal provveditore dell’amministrazione penitenziaria che ha fatto confluire su Foggia decine di automezzi e circa 130 poliziotti penitenziari giunti dalle varie carceri di Puglia e Basilicata.

L’azione ha consentito di riprendere in pieno il possesso del carcere, con perquisizioni a tappeto che hanno fatto ritrovare dei telefonini cellulari e della droga.

Subito dopo i detenuti maggiori responsabili della rivolta, 107, sono stati presi ed allontanati dal carcere del capoluogo dauno”.

Il Sappe fa sapere che “all’uscita degli automezzi della polizia penitenziaria, anche gli altri appartenenti alle forze dell’ordine, Polizia di Stato e Carabinieri, che stazionavano davanti al carcere hanno onorato con le sirene spiegate ed il saluto militare il passaggio dei furgoni, quasi fosse stato catturato un grande boss della malavita organizzata.

Questa vicinanza tra le forze dell’ordine che ogni giorni si sacrificano a rischio della loro vita ci commuove anche se vengono strumentalizzate dalle forze politiche, per poi essere ignorate e lasciate sole a combattere senza mezzi e senza risorse – spiegano –. Peraltro la prima cosa che hanno fatto i poliziotti penitenziari di Foggia al termine dell’operazione è stata appendere una bandiera dell’Italia come simbolo di una legalità che dovrebbe essere sempre presente nelle carceri italiane, ma che come le rivolte di questi giorni in tutta la nazione ha dimostrato, non c’è”.

“È triste constatare – continua il sindacato – che ormai l’ordinarietà e cioè la garanzia del rispetto della legge e della legalità diventi un fatto straordinario, e questo la dice lunga sulle condizioni delle carceri italiane dirette da un ministro ed un capo del Dap che nei giorni del terrore sono spariti per poi ricomparire con le solite frasi di rito, lasciando soli i poliziotti senza alcuna direttiva a cercare di evitare situazioni ancora peggiori.

Una volta finita l’emergenza del coronavirus bisogna interrogarsi sul perché in un carcere come  Foggia, ma poteva accadere in qualsiasi penitenziario della nazione, i detenuti decidono di mettere a ferro e fuoco ogni cosa ed evadere in massa (72), come se fosse un gioco e la cosa più facile del mondo”.

Il Sappe chiedeva da mesi “la fornitura delle mascherine ma inutilmente, mentre il giorno dopo le rivolte, il ministro candidamente ha comunicato l’invio di 100.000 (dobbiamo ringraziare le rivolte?).

Come pure si dovrà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la rivolta nel carcere di Foggia dove i rivoltosi hanno abbattuto anche i cancelli della sezione femminile entrando in massa, non certo per portare dei fiori”.

Da tempo il Sappe chiede “l’avvicendamento del responsabile della sicurezza del carcere di Foggia, poiché le avvisaglie di una situazione sfuggita di mano erano chiare come il sole, e con la sicurezza praticamente inesistente tanto che il ritrovamento di telefonini e droga in quantità erano continui, con l’assurdo del detenuto che dall’interno del carcere foggiano telefonava ai carabinieri denunciando la carenza dei servizi sanitari.

Quando accade un fatto eclatante si cercano i colpevoli – concludono dal sindacato -, per quanto accaduto a Foggia e nelle carceri del resto della nazione, secondo noi i colpevoli sono chiari”.

Tags: CarcereevasioneFoggia
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