“Incomprensibile la revoca di Amorese”. Fratelli d’Italia all’attacco di Landella. Cavaliere: “Sindaco incurante dei problemi”

“La gestione di un potere fine a se stesso, sembra aver avuto il sopravvento anche su altre emergenze della città da parte di Landella”

Dura la posizione dei coordinatori dei Fratelli d’Italia, Franco Di Giuseppe e Giandonato La Salandra sull’affaire Claudio Amorese. “Abbiamo appreso dagli organi di informazione della revoca, da parte del sindaco di Foggia Franco Landella, delle deleghe affidate all’assessore Claudio Amorese, al quale peraltro esprimiamo totale solidarietà e sincera gratitudine per il significativo ed apprezzato impegno profuso nell’espletamento del mandato ricevuto”, hanno scritto in una nota.

E continuano: “Resta incomprensibile, inspiegabile e privo di ogni supporto politico questo increscioso atto, che forse è dettato solo dalla costante crescita del partito e del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che con l’ingresso di Bruno Longo e Liliana Iadarola, i cui valori sono da sempre legati al Partito di Giorgia Meloni, ha aumentato la sua rappresentatività e la qualità della sua azione politico-amministrativa. È evidente che una decisione così repentina può minare alla base la stessa coalizione che ha vinto le elezioni, anche grazie alla lealtà e all’impegno assicurato da Fratelli d’Italia. Si impone, pertanto, da parte del Sindaco di Foggia un incontro urgente con il Partito e il gruppo consiliare di FdI, al fine non solo di recepirne le proposte politiche e amministrative, ma anche e soprattutto per ricostruire il perimetro politico dell’esecutivo, onde poter ritornare a lavorare responsabilmente e unitariamente per lo sviluppo di Foggia, della Capitanata e della Puglia, con il ritorno in giunta dell’assessore Amorese. Diversamente, ognuno si assumerà la responsabilità delle proprie azioni e decisioni, anche alla luce dei nuovi equilibri determinatisi nel Consiglio comunale di Foggia, con la notevole crescita del gruppo consiliare di FdI e la necessità di rideterminare nuovi e più giusti assetti in giunta. Non avremmo però mai immaginato di doverci interessare delle improvvide e incomprensibili decisioni del Sindaco Landella, che peraltro potrebbero ritorcersi su chi le attua, in un momento in cui tutto il Paese, e quindi anche Foggia e la Capitanata, è concentrato ad affrontare con impegno e unità di intenti il gravissimo pericolo determinato da un virus invisibile e micidiale”.

Sul tema nei giorni scorsi era intervenuto anche il leader dell’opposizione Pippo Cavaliere. “L’ultimo avvicendamento all’interno della giunta Landella rappresenta l’ennesima ed eloquente dimostrazione di quanto il governo della Città sia incurante dei seppur gravi problemi della comunità, preso ed assillato della gestione di un potere fine a se stesso”, aveva stigmatizzato.

E ancora si legge: “Abbiamo più volte denunciato i gravi ritardi della Capitanata nel settore dell’economia, dove gli imprenditori investono poco e lo stato di debolezza sul piano occupazionale sta assumendo connotati strutturali; un settore, quello economico, che in questo momento, a causa del coronavirus, sta subendo ulteriori e gravissime penalizzazioni dalle conseguenze al momento non valutabili. Eppure, nonostante il momento contingente, si è ritenuto necessario procedere alla sostituzione dell’assessore con delega al servizio integrato attività economiche, una sostituzione che inevitabilmente comporterà problemi di continuità nella conduzione del settore; e tutto ciò per ragioni esclusivamente di natura politica e, per quanto ne sappiamo, non per ragioni riconducibili alla gestione da parte dell’assessore “sfiduciato”. In altre parole, questioni attinenti la spartizione del potere hanno prevalso sulla necessità, in questo momento irrinunciabile, di trasmettere un segnale di un’azione amministrativa rispettosa del particolare momento di difficoltà che i cittadini stanno attraversando.

Ma la gestione di un potere fine a se stesso, sembra aver avuto il sopravvento anche su altre emergenze, quale ad esempio il contrasto al fenomeno criminale, della cui gravità ne ha parlato anche un consigliere di maggioranza, il dott. Bruno Longo, quando ha evidenziato che “l’amministrazione comunale di Foggia non può risultare inerte e non può non intraprendere ulteriori azioni di verifica e di sbarramento ad eventuali tentativi di infiltrazione malavitosa nel tessuto produttivo e finanziario del Comune di Foggia.” Un mese fa l’assise comunale si è riunita (sebbene con un ingiustificato ritardo rispetto a quando avrebbe dovuto farlo) per dibattere sulla questione criminalità ed ha approvato una serie di iniziative ed azioni per contrastare il dilagare del fenomeno criminale: ebbene, a distanza di circa un mese, l’amministrazione ha dato seguito al deliberato? ha provveduto ad adottare idonei provvedimenti finalizzati all’attuazione di alcune delle proposte approvate? si è fatta carico di stilare un programma su tempi e modalità delle strategie da mettere in campo? Ai cittadini non risulta pervenuto nessun segnale significativo in tal senso, ma un segnale di “calma piatta”, in cui le acque vengono agitate solo da scontri interni alla maggioranza per la divisione del potere”





Change privacy settings