Decine di arresti dopo “la grande fuga”, quattro detenuti beccati in tangenziale. Foggia: un giorno di ordinaria follia

Automobilisti rapinati del proprio veicolo, alcuni fuggitivi hanno provato a dileguarsi verso le città d’origine. Allertati agenti di polizia, carabinieri, “Cacciatori di Puglia” e militari dell’Esercito

Decine di arresti delle forze dell’ordine in poche ore. Numerosi i detenuti evasi e subito fermati da polizia, carabinieri, militari dell’Esercito e Cacciatori di Puglia. Altri sono ancora in libertà, sarebbero una ventina ma il dato non è ancora stato confermato. Ci sono attività in corso. Quattro fuggitivi sono stati fermati sulla tangenziale in direzione Bari, diretti probabilmente verso la provincia di Taranto, territorio di residenza degli evasi. I ristretti avevano rapinato un automobilista, impossessandosi del veicolo per la fuga. Anche altri mezzi, almeno quattro tra berline e utilitarie, sarebbero stati rapinati.

Scene da film, soprattutto nell’area del villaggio artigiani, scenario della rivolta dei carcerati contro le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus. L’area è presidiata da elicotteri. False le notizie circolate che parlavano di agenti gravemente feriti.

I detenuti hanno divelto un cancello della “block house”, la zona che li separa dalla strada. Molti si sono arrampicati sui cancelli urlando all’indulto. Alcuni parenti all’esterno hanno provato a calmarli. Il clima è divenuto meno teso solo in tarda mattinata, quando dirigenti di polizia hanno mediato con alcuni dei manifestanti, convincendoli a rientrare nelle celle. Ancora poco chiare le modalità che hanno scatenato la rivolta. In un video si notano decine di detenuti uscire dall’ingresso principale.

Il penitenziario foggiano è da anni in sovraffollamento. Ospita oltre 600 detenuti nonostante la capienza ne preveda circa la metà.



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