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Home - Mafia foggiana, agguato a “Capantica”: killer più alto dell’imputato. Assolti esponenti del clan Sinesi-Francavilla

Mafia foggiana, agguato a “Capantica”: killer più alto dell’imputato. Assolti esponenti del clan Sinesi-Francavilla

Di Redazione
28 Gennaio 2020
in Cronaca
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Si chiude dopo una lunga serie di ricorsi e rinvii il processo “Big Bang” alla mafia foggiana. Assolti Francesco Sinesi, 35 anni, figlio del boss Roberto e Alessandro Aprile, 36 anni, uomo di fiducia del clan Sinesi-Francavilla. La terza sezione penale della corte d’appello di Bari ha salvato entrambi dall’accusa di essere mandante (Sinesi) ed esecutore (Aprile) del tentato omicidio del 5 maggio 2007 ai danni del capoclan rivale, Vincenzo Pellegrino alias “Capantica”, quest’ultimo miracolato perché la pistola del killer si inceppò. La scena fu ripresa dalle telecamere di videosorveglianza in via San Severo, luogo dell’agguato.

Le perizie su filmati e intercettazioni hanno evitato la condanna ai due imputati. Secondo gli esperti, il sicario ripreso era snello e alto tra 1.83 e 1.93 mentre Aprile è più robusto e alto 1.78.

Il pg Angela Tomasicchio nell’udienza dell’11 ottobre scorso – lo riporta la Gazzetta del Mezzogiorno – chiese la condanna a 15 anni di Sinesi (in cui assorbire i 4 anni per mafia già inflitti e già scontati) quale mandante; e la condanna di Aprile a 5 anni per mafia, con assoluzione dall’accusa di concorso in tentato omicidio. I difensori chiedevano l’assoluzione, rimarcando che già il gup e due corti d’appello avevano sancito l’estraneità dei due imputati all’agguato a Pellegrino. Sinesi e Aprile, a piede libero per il processo “Big Bang”, sono detenuti per altre vicende. Il primo condannato in primo grado a 21 anni quale mandante dell’agguato nel bar H24 di via San Severo il 29 ottobre 2016, il secondo beccato nel maxi blitz “Decima Azione” di novembre 2018.

Il 18 febbraio 2009 una microspia captò una intercettazione in auto. Un minorenne (condannato a undici anni per aver accompagnato il sicario) parlò così ad alcuni conoscenti: “Lo sai che ha detto Francesco: lo ha guardato in faccia e ha detto che cazzo neanche ad uccidere sei buono. All’anima di chi ti è m…, quello è sceso là da solo, proprio da solo, se n’è andato da solo là, l’ho portato io. È uscito quello con la mano proprio così, oh no, no. Alessandro così si è… la pistola”.

Secondo i pm della DDA e la squadra mobile foggiana, il “Francesco” di cui si parla nella captazione ambientale era Sinesi; mentre Alessandro era Aprile. La frase “è uscito quello con la mano proprio così”, era riferita a Pellegrino che in ginocchio davanti al killer protese la mano in un istintivo gesto di difesa. Quanto alla frase “lo sai che ha detto Francesco: che cazzo neanche ad uccidere sei buono”, è il rimprovero rivolto da Sinesi, ritenuto il mandante dell’agguato, ad Aprile incaricato dell’omicidio per aver fallito. Ma il ribaltone provocato dalla perizia antropometrica ha reso vana questa intercettazione.

L’agguato del maggio 2007 scatenò la quinta delle sette guerre di mafia. Il gruppo Moretti-Pellegrino-Lanza entrò in conflitto con i Sinesi in quanto furono esclusi dagli affari dei funerali, faccenda che innescò l’ennesima faida: tra il 5 maggio 2007 e il 28 ottobre 2008 ci furono 2 omicidi e 5 agguati falliti, con 2 passanti feriti da proiettili vaganti. (In alto, da sinistra, Pellegrino, Sinesi e Aprile; sullo sfondo, un momento dell’agguato)

Tags: agguatoCapanticaFoggiaMafia foggianaSinesi
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