Provincia di Foggia dice ‘no’ alla tappa sul Gargano del Giro d’Italia. È bufera: “Gatta pensa solo a Monti Dauni”

“Gravi criticità sulle strade”. Con questa motivazione, il presidente della Provincia, Nicola Gatta, ha scritto alla società Rcs Sport per segnalare l’impossibilità di completare la tappa prevista nell’ambito del 103mo Giro d’Italia, Giovinazzo-Vieste, previsto il prossimo 17 maggio. “Non sussistono i presupposti di sicurezza – è scritto nella determina – per il rilascio del nulla osta per lo svolgimento della manifestazione ciclistica, poiché necessita di interventi urgenti ed indifferibili di ripristino del piano viabile, con provvista finanziaria di cui non si dispone”.

Per questo, ha bussato alla porta di Michele Emiliano, chiedendo 2,3 milioni di euro. Immediata la reazione del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, che ha prontamente segnalato l’enorme danno di immagine: “Ho appreso con molto dispiacere l’iniziativa del Presidente della Provincia, Nicola Gatta, che in maniera del tutto improvvida, senza avvisare e coinvolgere Prefettura, Regione e Comuni interessati dal passaggio del giro, ha comunicato alla direzione corsa il suo diniego al passaggio del giro – spiega -. Trincerarsi dietro il solito ‘non abbiamo soldi’ è assolutamente pretestuoso e non rende onore ad una Provincia importante come quella di Foggia. È ormai chiaro che i fondi provinciali hanno assunto una destinazione vincolata verso i Monti Dauni, ma dimenticare il resto della Provincia ed il Gargano è un errore strategico che un Presidente della Provincia accorto non può commettere. Il danno d’immagine e di credibilità sarebbe enorme non solo per il territorio ma principalmente per la stessa istituzione provinciale. Solo tre anni fa il giro passava sulle stesse strade che oggi sarebbero non idonee. C’è qualcosa che non torna. Caro Presidente ricordati che le strade provinciali che oggi hai dichiarato non sicure sono le strade che i tuoi cittadini e turisti percorrono quotidianamente, sono le strade più trafficate della Puglia. Caro Presidente Gatta – conclude – ogni tanto volgi il tuo interesse e anche le risorse del tuo bilancio verso il mare”.





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