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Home - I messaggi della mafia foggiana per il pizzo: “Siamo dell’agenzia ‘La Proteggici’, sarete assicurati per sempre”. Così è stato arrestato D’Angelo

I messaggi della mafia foggiana per il pizzo: “Siamo dell’agenzia ‘La Proteggici’, sarete assicurati per sempre”. Così è stato arrestato D’Angelo

Di Redazione
12 Gennaio 2020
in Cronaca
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“Siamo dell’agenzia assicurativa ‘La Proteggici’, c’è una piccola polizza da pagare ogni mese in caso di incendio, esplosione, furto e rapina: a voi sono 200 euro, sarete assicurati e protetti per sempre. Mi raccomando, non accetto ‘no’ come risposta”. Questo il messaggio, riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, che il 34enne Tommaso D’Angelo, foggiano del clan Moretti-Pellegrino-Lanza fece recapitare al titolare di un negozio di casalinghi della città. Il malvivente era ai domiciliari, perciò, lo scorso dicembre, si servì di due studenti appena maggiorenni, incensurati, per provare ad estorcere soldi al commerciante. Il piano saltò grazie alla vittima che denunciò i due 18enni alla polizia.

In poche settimane, grazie anche al lavoro di intercettazioni in carcere, gli investigatori sono arrivati al mandante, ben noto agli inquirenti soprattutto dopo l’arresto dell’11 agosto 2017 quando D’Angelo e altri tre vennero fermati a Torremaggiore con armi e passamontagna, mentre si apprestavano a mettere a segno un crimine. Gli inquirenti non hanno mai escluso possibili collegamenti con la strage di due giorni prima a San Marco in Lamis, anche per via dei legami tra il clan Moretti e i gruppi malavitosi del Gargano.

A ottobre 2018 le sentenze: 4 anni a Tommaso Alessandro D’Angelo, Angelo Bonsanto, 29enne di Lesina e Nicola Paradiso, 39enne di Torremaggiore (quest’ultimo arrestato di recente nel blitz Hydra, ndr). Infine, 1 anno e 4 mesi a Giovanni Putignano, 40enne di Torremaggiore (anche lui coinvolto in Hydra), ritenuto responsabile di ricettazione dell’auto . Il pm chiese 10 anni per D’Angelo e Paradiso, 8 per Bonsanto e Putignano.

I carabinieri li beccarono in un box di via Trieste a Torremaggiore sequestrando armi e mezzi rubati. Secondo gli investigatori, i quattro malviventi erano pronti a partire con l’intento di commettere un agguato sanguinario. “Abbiamo evitato un omicidio”, dissero gli uomini dell’Arma in conferenza stampa.

Nel dettaglio furono sequestrati una pistola semiautomatica Beretta, modello 98 FS, calibro 9×21, con matricola abrasa e completa di 15 cartucce. Un revolver Smith&Wesson, calibro 38SP con matricola abrasa, completo di 6 cartucce. Un revolver marca Renato Gamba, modello Trident, calibro 38SP con matricola punzonata, completo di 6 cartucce. E ancora, una Fiat 500L rubata a Gravina l’8 giugno 2017, uno scooter Yamaha TMax, rubato a Loreto Aprutino (Pe) il 16 maggio dello stesso anno, due coppie di targhe per auto contraffatte, una targa per motociclo contraffatta, una maschera di Carnevale e altro materiale utile per il travisamento.

Tags: D'AngeloFoggiamafiapizzo
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