Vicenda Coop Casa, Landella: “Procedure opache con amministrazioni centrosinistra”

“Chi predica legalità dovrebbe sempre avere memoria delle questioni e leggere con attenzione gli atti amministrativi relativi alle vicende sulle quali interviene. Chi predica legalità dovrebbe avere il buongusto di raccontare per intero la verità sui temi oggetto dei suoi interventi e non solo una parte della loro storia. Sono sinceramente rammaricato dal fatto che il consigliere comunale Pippo Cavaliere ceda alla pratica della propaganda strumentale e al racconto mendace di una questione controversa come quella che riguarda il Consorzio Coop Casa”. A dichiararlo è il sindaco di Foggia, Franco Landella.
“Controversa perché piena di illegittimità, tutte riconducibili alla stagione di governo della città della sua parte politica, sia durante la sindacatura di Orazio Ciliberti sia durante quella di Gianni Mongelli, di cui proprio Cavaliere è stato assessore.
Al consigliere Cavaliere avevamo già ricordato a maggio dello scorso anno l’iter di questo pasticcio. Ma evidentemente lo facemmo invano, dal momento che l’ex assessore della Giunta Mongelli ciclicamente torna sull’argomento, facendo finta di non conoscere o di dimenticare la radice di questo problema. Proverò a riassumere nuovamente le puntate precedenti della ‘vicenda Coop Casa’, sperando che stavolta si ponga fine ad una attività di sterile propaganda che, mi duole dirlo, non tiene nella giusta considerazione il principio di legalità.
L’originario Piano 167 – prosegue –  redatto dall’architetto Benevolo prevedeva infatti la realizzazione di edilizia residenziale economica e popolare, con una serie di attività e servizi commerciali contigui. L’Amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Orazio Ciliberti in un primo momento assegnò in modo diretto una quota di queste aree al Consorzio Coop Casa. Una procedura evidentemente illegittima, che l’Amministrazione fu costretta a correggere redigendo un bando pubblico, il cui esito vide il Consorzio Coop Casa come assegnatario delle aree. All’esito di questa assegnazione Comune e Consorzio stipularono una convenzione in cui il soggetto assegnatario si impegnava a costruire ed a cedere all’Amministrazione comunale 9mila metri cubi”.
” Nel frattempo, però – prosegue -, sempre il centrosinistra realizzò una modifica del Piano 167, abbassando gli standard urbanistici ed aumentando le volumetrie e le cubature su suoli inizialmente destinati a verde pubblico, assegnandoli a soggetti privati che non avevano preso parte alla prima aggiudicazione. Una vera e propria ‘manovrona’. Tra le modifiche operate in modo illegittimo dal centrosinistra vi era anche l’autorizzazione alla costruzione del fabbricato realizzato su via Bari dal Consorzio Coop Casa, la cui ubicazione fu contestata al Tar dall’impresa Edil Sanor, che eccepiva per l’appunto una sua posizione difforme rispetto all’originario Piano 167. Sulla base di questo rilievo, nel 2012 i magistrati amministrativi hanno dichiarato illegittime la ‘manovra’ pensata e realizzate dal centrosinistra ed ordinato la demolizione del manufatto. In quella circostanza il Comune fu condannato in contumacia, mentre il ricorso dell’Ente in Consiglio di Stato fu addirittura dichiarato inammissibile. Una certificazione di illegittimità che è si è estesa anche a tutte le altre modifiche che avevano di fatto determinato una mutazione sostanziale della convenzione originaria tra Comune e Coop Casa, e condivise dallo stesso Consorzio nonostante totalmente differenti sia dal Piano 167 redatto dall’architetto Benevolo sia dai contenuti del bando al quale il Consorzio aveva partecipato”.
“Desta poi particolare sospetto il fatto che i soggetti che si fecero promotori del ricorso – vinto – al TAR abbiano poi deciso improvvisamente ed inspiegabilmente di ritirarlo, consentendo così al Comune di tornare esattamente al punto illegittimo da cui si era partiti. Purtroppo anche nella definizione della convenzione a Palazzo di Città il centrosinistra si dimenticò di prevedere che il Consorzio Coop Casa consegnasse prima ciò che si era impegnato a consegnare al Comune o quantomeno una tempistica contestuale alle opere pubbliche. Nulla di tutto questo, con buona pace dell’interesse collettivo. Così quando il Comune di Foggia ha invocato da parte di Coop Casa la realizzazione e la consegna dei 9mila metri cubi, nel rispetto della prima convenzione firmata con l’Amministrazione comunale – l’unica valida – il Consorzio ci ha risposto di non poter dar corso a quell’impegno, sostenendo di non essere in grado di tornare alla convenzione originaria per le mutate condizioni di mercato. In altri termini non era più disponibile a realizzare e cedere i 9mila metri cubi né i servizi, poiché il pronunciamento del Tar che aveva dichiarato illegittime le modifiche operate con le ‘manovrone’ aveva, di fatto, reso l’intervento non più conveniente sul piano imprenditoriale.
Siamo dunque alla fiera degli errori, delle illegittimità e della procedure quantomeno opache – conclude -. È questa la prassi che Cavaliere si incarica di difendere? È questa la procedura di cui Cavaliere invoca e chiede il rispetto? Spero proprio di no, perché nella nostra città per molto meno si sono sviluppate inchieste penali e si è proceduto ad arresti clamorosi. Lo dico quindi senza tergiversare: se vogliamo difendere la legalità abbiamo il dovere di collocarci tutti dalla stessa parte, soprattutto rispetto a vicende per nulla chiare, che meritano una correzione radicale piuttosto che una difesa d’ufficio operata per ragioni di piccola polemica politica”.




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