Avvocati si “auto premiano” poi si vantano sui social, sospetti su riconoscimenti assegnati da “soggetti non abilitati”

Il caso diffuso sui social dall’associazione “Aiga Foggia”. Si va verso l’inizio di un percorso di valutazione nei confronti di alcuni togati che ora rischiano un procedimento disciplinare

“Il Consiglio distrettuale di disciplina di Milano ha avviato una verifica/valutazione in merito ai noti premi assegnati a studi legali, particolarmente pubblicizzati sui social, in quanto tali premi sarebbero conferiti da ‘soggetti non abilitati a valutazioni di carattere professionale’, ed altresì perché sarebbero emersi ‘rapporti di carattere economico’ con gli studi stessi”. Ad annunciarlo l’associazione dei giovani avvocati “Aiga Foggia” che sui social ha fatto sapere che sono in corso valutazioni su alcuni premi recentemente assegnati nel mondo dei legali. Non si esclude il coinvolgimento di avvocati foggiani che hanno ottenuto riconoscimenti in passato.

“Siccome tale comportamento può costituire violazione del codice deontologico – scrivono ancora da Aiga -, il Cdd di Milano ha invitato i presidenti dei COA distrettuali a fornire indicazioni sui soggetti e sui colleghi che si avvalgono di tali meccanismi, al fine di valutare di iniziare utilmente nei confronti degli stessi il procedimento disciplinare”.

Questo il contenuto della missiva del presidente del Consiglio distrettuale di disciplina, Attilio Villa: “Egregi colleghi, da tempo su canali social, in particolare di carattere specializzato come Linkedin. vengono pubblicati post nei quali sono evidenziate assegnazioni di premi qualificanti capacità professionali in singoli campi di operatività. Accanto a tali post vi sono altre comunicazioni nelle quali vengono evidenziati anche incarichi professionali con indicazione dei nominativi dei clienti e degli avvocati che si sono occupati della pratica. Questa Presidenza ha appreso che tali segnalazioni sono il risultato di un rapporto anche di carattere economico tra la società che pubblica i post e gli studi legali beneficiati. Peraltro non è raro che attraverso lo strumento della condivisione, gli stessi professionisti divulghino tali notizie. È pertanto evidente che tale consuetudine rappresenta una possibile violazione al nostro Codice deontologico sia sotto profilo dell’art. 35 c. 8 C.D.F., sia più in generale quello dell’articolo 37 C.D.F.. tanto più che i titoli e i premi acquisiti non sono stati oggetto di una valutazione in termini di trasparenza a comunque provengono da soggetti istituzionalmente non abilitati ad una valutazione della nostra capacità professionale. Ritengo che sia opportuno che preliminarmente da parte Vs. si dia corso ad una verifica generale e preliminare che possa dare indicazione a questo Consiglio distrettuale di disciplina sui soggetti a sui colleghi che si avvalgono di questi meccanismi al fine di utilmente iniziare nei loro confronti il procedimento disciplinare. Non è fuor di luogo segnalare come, sebbene in via del tutto informale, ci venga da più parti richiesto un intervento per valutare tali comportamenti. Resto in attesa di Vs. comunicazioni in merito e grato per l’attenzione, Vi porgo i miei più cordiali saluti”.



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