• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Incastrata la banda dei ladri d’auto di Cerignola, scoperti 36 furti “in trasferta”. Scocche abbandonate sul letto del torrente Carapelle

Incastrata la banda dei ladri d’auto di Cerignola, scoperti 36 furti “in trasferta”. Scocche abbandonate sul letto del torrente Carapelle

Di Redazione
17 Dicembre 2019
in Cronaca, Immediato TV
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

I carabinieri del Comando Provinciale di Macerata, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Cerignola, hanno dato esecuzione a quattro Ordinanze di Custodia Cautelare in regime di arresti domiciliari – con applicazione del braccialetto elettronico – nei confronti di altrettanti pregiudicati (di cui tre del posto e uno di origini rumene), residenti tra i comuni di Cerignola e San Ferdinando di Puglia, alcuni dei quali noti alle forze di polizia, per diversi reati ma particolarmente specializzati in furti di auto. I provvedimenti sono stati chiesti dalla locale Procura della Repubblica ed accolti giudice del tribunale competente.

L’indagine ha preso le mosse dal mese di maggio di quest’anno, quando nella città di Macerata sono stati denunciati i primi furti di autovetture. Infatti è stata avviata una consistente attività investigativa, basata in un primo momento su un’ampia attività di analisi del traffico telefonico, per poi procedere con uno studio del “modus operandi” adottato dagli indagati nella commissione dei colpi e all’accurato esame dei numerosi filmati acquisiti dalle videoriprese di sorveglianza sia della città di Macerata che di altri comuni della provincia, nonchè dei relativi passaggi dai caselli autostradali. 

Sono così iniziati una serie di articolati accertamenti mirati a risalire alla provenienza dei indagati, alla destinazione finale dei tantissimi veicoli rubati e soprattutto agli spostamenti e movimenti “inequivocabili” del gruppo d’azione che, una volta acclarati, hanno permesso di confermare l’iniziale ipotesi investigativa, e cioè che si trattasse di un altro caso di pendolarismo criminale, nello specifico, di pregiudicati provenienti dalla provincia di Foggia.

L’attività investigativa, prolungatasi per oltre 5 mesi, è stata supportata da numerosi servizi perlustrativi di prevenzione – posti in essere in tutto il territorio della provincia da tutte le articolazioni del Comando Provinciale, agli ordini del colonnello Michele Roberti – al fine di arginare il fenomeno predatorio che destava particolare allarme sociale.

Analizzati e sviluppati più di 2 milioni di contatti telefonici dal militare specializzato del Nucleo Investigativo, che dopo aver acquisito il traffico telefonico transitato su tutte le celle di copertura dei luoghi dove sono stati consumati i furti, riusciva a localizzare tutte le utenze in uso al gruppo malavitoso mediante una attenta, complessa e scrupolosa analisi di studio e comparazione dei dati tecnici, riuscendo a ricostruire tutti gli spostamenti e i movimenti del gruppo, acclarandone il loro rodato modus operandi, adottato per rubare le autovetture.

Gli indagati partivano orientativamente nella tarda serata da Cerignola per raggiungere nel pieno della notte città prossime alle uscite autostradali dell’A14 delle regioni Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna; quindi spegnevano i telefoni che poi accendevano e utilizzavano quasi esclusivamente dopo i raid notturni. Giunti in loco individuavano l’obiettivo (un’auto e a volte anche più macchine nella stessa notte), per lo più Volkswagen Golf, Up, Tiguan, Audi A3, Seat Leon e Ibiza. A seguire, la banda metteva in atto la tecnica della “centralina modificata”, consistente nella sostituzione della centralina elettronica originale con un’altra contraffatta, che permette di accendere il veicolo con la chiave corrispondente alla centralina modificata ad hoc in loro possesso, dopo aver forzato anche il blocchetto di accensione; dopo la commissione dei furti, i malfattori riaccendevano i loro cellulari e ritornavano alla volta di Cerignola.

È stato pertanto possibile appurare che leitmotiv della banda pugliese era quello di muoversi sempre con la stessa macchina “pulita” (costantemente ripresa dalle telecamere della videosorveglianza comunale – di fondamentale importanza), con cui giungevano sui luoghi dei furti e che, una volta rubati i veicoli, utilizzavano come “staffetta”, che precedeva sempre di alcune centinaia di metri l’auto rubata, costantemente in contatto con il complice (da solo) che era alla guida dell’auto rubata, per assicurare che la strada fosse libera da posti di controllo delle Forze dell’Ordine.

In particolare, il ruolo di staffetta è stato possibile disvelarlo proprio attraverso la meticolosa e inconfutabile analisi del traffico telefonico, comparata con quella di numerosissimi filmati e fotogrammi che hanno mostrato in modo chiaro, puntuale e univoco come il citato mezzo pulito precedeva le auto rubate.

Poi, una volta rientrati a Cerignola, le autovetture rubate finivano nelle mani di ricettatori, che le smontavano fino a renderle semplici carcasse, prive di ogni componente, così come è stato poi confermato dal massiccio rinvenimento di scocche di autovetture del 30 luglio scorso, sul letto del torrente Carapelle del Comune di Cerignola, dove un quantitativo ingente di mezzi è stato letteralmente cannibalizzato e poi abbandonato.

L’indagine corroborata da attività investigative ad alto contenuto tecnico, ha permesso di dimostrare che i soggetti destinatari delle odierne ordinanze di custodia cautelare, si trovavano nei luoghi dei furti esattamente nel momento in cui venivano perpetrati.

Una particolarità riscontrata dai militari nel corso dei vari servizi effettuati nell’ambito dell’indagine, è che nella città di Cerignola, a pochissimi metri di distanza tra loro insistono moltissime attività commerciali connesse al mercato automobilistico quali: concessionarie, autofficine, elettrauto, carrozzerie, autoricambi, gommisti, autolavaggi ed autodemolitori. 

L’intera indagine, protrattasi da maggio a settembre 2019, ha consentito di individuare gli autori di 36 furti di auto (il primo furto accertato risale infatti al 27 febbraio a Civitanova Marche), con un guadagno illecito di circa 500.000 euro (considerando anche il successivo riciclaggio dei veicoli), oltre agli inquantificabili danni morali subiti dalle vittime dei furti, molti dei quali hanno dovuto sostenere grandi sacrifici per l’acquisto delle proprie auto, che nessuno purtroppo potrà restituirgli.

Le articolate investigazioni sono state condotte da militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Macerata in sinergia con quelli della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata coadiuvati, per l’esecuzione delle misure restrittive della libertà personale, da personale del Comando Provinciale di Foggia. 

Durante le diverse perquisizioni domiciliari effettuate, gli operanti hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 6 radio portatili ricetrasmittenti, 9 telefoni cellulari e un navigatore TOM  TOM (dalla cui cronologia sono emersi numerosi passaggi presso le località dei furti).

Tags: carabinieriCerignolaLadri d'auto
Articolo precedente

Brescia si tinge di rossonero con il Foggia Store e l’accademia giovanile. “Ritrovo per tifosi al nord”

Articolo successivo

Mafia, “Libera” inaugura presidio a Mattinata. Il nuovo responsabile è “cugino” del boss ammazzato

Articoli correlati

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

Grano, crollano le quotazioni: “Prezzi sotto i costi di produzione, così la cerealicoltura del Tavoliere rischia di fermarsi”

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Ultime Notizie

Cronaca

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

L'indagato Antonio Bevilacqua ha confessato di aver sparato parlando di una vendetta dopo un presunto pestaggio subito la sera precedente....

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Grano, crollano le quotazioni: “Prezzi sotto i costi di produzione, così la cerealicoltura del Tavoliere rischia di fermarsi”

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024