Mucche in struttura sanitaria, è allarme sul Gargano. “Grave pericolo per i pazienti”

Centri Padre Pio: “Dopo l’ennesima segnalazione da parte di degenti, operatori e altri, ci vediamo costretti a formalizzare il tutto agli organi competenti per la tutela delle persone della struttura”

Vacche e cani pericolosi all’interno di una struttura sanitaria, che ospita anche disabili gravi, a San Giovanni Rotondo. L’allarme è stato lanciato da diverso tempo, ma finora non ci sono stati interventi risolutivi. Agli Angeli di Padre Pio la preoccupazione per l’incolumità dei pazienti e per il potenziale pericolo sanitario è enorme.

“Dopo l’ennesima segnalazione da parte di degenti, operatori e altri – spiegano dal centro di riabilitazione -, ci vediamo costretti a formalizzare il tutto agli organi competenti per la tutela delle persone della struttura. Segnalazione, documentata da immagini raccolte nel tempo e che avranno lo scopo di attenzionare le istituzioni e gli organi competenti per il ripristino urgente della normalità di un vivere civile all’insegna dell’igiene e salute collettiva, trattandosi anche e soprattutto di una struttura sanitaria”.

Fino ad oggi si sono svolti due incontri in Prefettura per mettere a punto una task force capace di intervenire in situazioni come questa, con la partecipazione dei Carabinieri Forestale, dei sindaci, dell’Asl di Foggia, del Parco del Gargano e del procuratore della Repubblica, Ludovico Vaccaro. L’escalation di aggressioni, danni ed incidenti ha fatto alzare i riflettori sulla pericolosità del fenomeno. Il prefetto, Raffale Grassi, sta aggiornando il tavolo con una certa frequenza, per tarare un “protocollo” di gestione dei casi.

Al momento, però, l’unico modello che ha sortito qualche successo è quello di Vieste, con il pugno duro del sindaco Giuseppe Nobiletti che con alcune ordinanze ha fatto sequestrare diversi capi di bestiame (mucche e cavalli). “Quello degli animali vaganti è un problema serio – ha spiegato il sindaco – che sulle strade del Gargano ha già causato incidenti mortali. E poi perché quasi sempre sono di proprietà di allevatori legati alla mafia”.

Il sindaco di San Giovanni Rotondo, Michele Crisetti, ha affermato di essere al lavoro per trovare “una soluzione di concerto con il sindaco di San Marco in Lamis”.  “Abbiamo avuto due incontri in Prefettura e stiamo cercando una soluzione al grave problema – spiega a l’Immediato -. Solo che al momento non c’è ancora un centro vicino per il collocamento dei capi eventualmente sequestrati. Poi ci sono da considerare i costi di trasporto e di osservazione del bestiame (se non è malato). In assenza di strutture adeguate, spesso si procede con l’identificazione dell’animale e la restituzione al proprietario. Siamo consapevoli della gravità del problema, per questo lavoreremo ad una soluzione comune – e celere – con i territori limitrofi”.

Il presidente del Parco del Gargano, Pasquale Pazienza, sottolinea le difficoltà di un monitoraggio compiuto del fenomeno. “Gli strumenti legislativi ci sono ma vengono utilizzati in maniera blanda sul territorio – commenta -, il caso di San Marco in Lamis può essere emblematico per comprendere la portata del rischio degli animali vaganti. Quando non sono selvatici, l’unica procedura prevista è la segnalazione – con l’intervento dei Carabinieri o della Polizia locale – e il sequestro. Poi, la Prefettura valuta i profili civili e penali che possono scaturire per il proprietario”.

Ma siamo ancora all'”anno zero”. “Avevamo proposto l’Oasi Lago Salso come luogo per ospitare mucche e cavalli, ma poi l’opzione non è stata praticabile per le oggettive difficoltà di custodia. Per questo l’Asl di Foggia ha proposto siti alternativi più idonei”. Finora, con le precedenti governance, il Parco del Gargano non ha mai creato un osservatorio puntuale, con il monitoraggio preciso del rischio. “Stiamo lavorando prevalentemente sui danni da fauna, è iniziato il censimento ma servirà tempo per avere dati statisticamente rilevanti per programmare ogni azione mirata”.

Negli ultimi mesi anche le associazioni di categoria si sono mosse, sottolineando come nei primi mesi del 2019 in Puglia si sono verificati più di 300 incidenti stradali causati da animali selvaticiIl numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018 secondo l’analisi Coldiretti su dati del rapporto Aci Istat. Numeri che danno il senso dell’urgenza di un intervento corale per arginare la pericolosità degli animali incustoditi.




Change privacy settings