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Home - “Con ‘Mi manchi’ hai trasformato due semplici parole in una bomba d’amore”. Emozioni e musica con Fausto Leali nel carcere di Foggia

“Con ‘Mi manchi’ hai trasformato due semplici parole in una bomba d’amore”. Emozioni e musica con Fausto Leali nel carcere di Foggia

Di Redazione
22 Novembre 2019
in Cultura&Società
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“Caro Fausto, con ‘Mi manchi’ hai trasformato due semplici parole in una bomba d’amore”. Nel breve intervento, dalla platea, di una detenuta del Carcere di Foggia sono condensate le emozioni del pomeriggio trascorso dal noto cantautore Fausto Leali nell’Istituto Penitenziario foggiano. 

“Momenti come questo – ha sottolineato il Direttore del carcere, Giulia Magliulo – sono importanti per la popolazione detenuta. La musica è catartica, è respiro di libertà. Per questo motivo desidero ringraziare Fausto Leali per la sua grande disponibilità, il CPIA1 e il docente Sergio Picucci per averci donato questo momento; il Commissario Di Mola e il corpo di Polizia Penitenziaria, l’Area trattamentale, con la sua capoarea Giovanna Valentini”. 

Sul palco, insieme al cantautore e Sergio Picucci – per trent’anni bassista di Leali –  Francesco Loparco alla chitarra, Nicola Maffione al pianoforte e Antonio Moffa alla batteria. 

Il talk show musicale “dentro” è stato un nuovo, importante appuntamento per il percorso “Tra musica e teatro: alla ricerca di un’espressione”, progetto del CPIA1 di Foggia, il Centro Provinciale di Istruzione per Adulti diretto da Antonia Cavallone. 

“La musica è un linguaggio universale – ha sottolineato la dirigente – riesce a superare tutte le barriere e penetra nel cuore. Ringrazio, quindi, il carcere di Foggia, i miei docenti – in particolare il prof. Picucci e la prof. Schettino – e gli studenti. Un ringraziamento particolare va anche all’amministrazione comunale di Foggia, che ci è sempre accanto”. E proprio l’assessore alla cultura, Anna Paola Giuliani, ha voluto “ringraziare la direzione e l’area trattamentale per i numerosi progetti che vengono realizzati dentro. Sono felice – ha evidenziato – di tornare in un luogo difficile in cui, tuttavia, ho intravisto la luce grazie all’arte e alla poesia. Un luogo in cui sono stata bene”. 

Dopo i saluti, l’artista, davanti ad una sala stracolma, ha raccontato la sua esperienza maturata in 40 anni di carriera, rispondendo alle domande degli spettatori ristretti. E non solo. In alcuni momenti gli stessi detenuti si sono esibiti con performance teatrali ed esibizioni di brani del repertorio della canzone d’autore, da Lucio Dalla ad Adriano Celentano fino a Pino Daniele e Rino Gaetano. 

Antonio S. e Antonio R. hanno condotto lo spettacolo, leggendo anche alcuni pensieri. “Il carcere è come assistere al proprio funerale – ha scritto Pasquale – dove puoi vedere chi ti porta i fiori e chi ti vuole bene”.

I ristretti hanno, inoltre, rivolto domande a Leali, tra queste: “Qual è la canzone alla quale sei più legato?”, “Continui ad emozionarti quando canti?” e infine “Hai mai pensato di lasciare la musica?”. Il cantante ha detto di essere molto legato al pezzo “A chi” e di provare ancora forti emozioni per il suo lavoro. Ha inoltre ricordato di aver attraversato un momento complesso negli anni ’80 superato con la partecipazione a Sanremo. 

Prima del saluto finale con l’esibizione di “Azzurro” da parte degli artisti ristretti, Fausto Leali ha emozionato i presenti cantando “Mi manchi”, “Malafemmina” e “Io amo”.

In platea, in cui era presente anche il CSV Foggia, grande partecipazione e trasporto. Una bambina di pochi mesi, in braccio alla mamma detenuta, sorrideva e batteva le mani. In quell’immagine, il senso e il valore di un pomeriggio diverso trascorso in Via delle Casermette.

Tags: CarcereFausto LealiFoggiaMi Manchi
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