Maltempo, allerta della protezione civile in Puglia e altre 10 regioni italiane

Neve, mareggiate, acqua alta. L’ondata di maltempo portata da una perturbazione atlantica continua a flagellare gran parte dell’Italia ed è allerta per rischio idrogeologico in ben 11 regioni. Problemi soprattutto in Alto Adige, dove 11 mila famiglie sono senza corrente elettrica, una quarantina le strade chiuse, riaperta alle 11 – dopo la chiusura di ieri sera – la linea ferroviaria del Brennero. In val Martello, alle 8.50 di stamattina, una valanga si è abbattuta su una zona abitata. Per il momento non si hanno notizie se la slavina abbia interessato case oppure strade. A causa delle avverse condizioni meteorologiche l’elicottero non può volare. In queste ore sta nevicando intensamente su tutta la provincia, anche a Bolzano.

Le condizioni meteo, avverte la Protezione civile, non cambieranno domani, con la bassa pressione che coinvolgerà anche il Sud.
Oggi, indica una nuova allerta meteo della Protezione civile, temporali, nevicate e mareggiate continueranno nel Nordest e nella mattinata gli effetti della perturbazione si faranno sentire anche al Sud: prima sulla Campania, poi su Calabria, Basilicata e Puglia. Valutata allerta rossa sul bacino dell’Alto Piave in Veneto, sul bacino del Livenza in Friuli Venezia Giulia e sulla pianura emiliana orientale e costa Ferrarese in Emilia Romagna. Allerta arancione sulle restanti zone del Friuli Venezia Giulia, sulla Provincia autonoma di Bolzano, su alcuni settori del Veneto, su gran parte di Emilia-Romagna e Toscana, sull’Umbria e sul litorale del Lazio. Allerta gialla su gran parte del Paese. Federagripesca-Confcooperative stima in 60 milioni di euro i danni di una settimana di maltempo alla pesca. Nelle principali marinerie un peschereccio su tre è stato costretto a rimanere in porto. Se il Veneto è nell’occhio del ciclone, forti difficoltà si segnalano anche in Puglia e Calabria. Ma a soffrire è sopratutto la piccola pesca in Liguria, Sardegna e Triveneto.
Coldiretti lamenta anche milioni di danni all’agricoltura.





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