Consorzi di bonifica, Capitanata modello per la Puglia. Investimenti per 125 milioni di euro

Tra le novità per la manutenzione, il rinnovo del parco automezzi con 3 trinciatrici finanziate ai consorzi di Capitanata per la pulizia e risagomatura dei canali

“Le nuove frontiere della Bonifica Montana”: si chiama così il nuovo opuscolo del Consorzio montano presieduto da Giovan Battista Terrenzio presentato oggi alla presenza del Governatore della Puglia Michele Emiliano insieme al collega Giuseppe De Filippo e altri rappresentanti, come Gianni Rotice di Confindustria e l’onorevole Marialuisa Faro.
Le “balzane idee”, come le ha chiamate il presidente, di trasferire la gestione delle acque consortili all’Acquedotto Pugliese è ormai archiviata. La materia idrica dei due Consorzi foggiani resta in mano agli enti.

“Era importantissimo che io stessi qui. Mi piacerebbe che queste esperienze fossero meglio utilizzate in Puglia. Mi chiedono ancora di sospendere il pagamento delle cartelle, ma questo provoca una stortura”, ha specificato.
4 dei 6 consorzi pugliesi come si sa sono dei carrozzoni con 250 dipendenti con una busta paga media di oltre 60mila euro, laddove invece in quello di Capitanata presieduto da Giuseppe De Filippo la busta paga è di 38mila, con un bilancio positivo e 470 dipendenti e 24 al montano.
Irrigazione e bonifica per 150mila ettari.

Questi sono i numeri del Consorzio per la Capitanata. “I 4 consorzi, tranne quello di Bari, che ha una diga, danno un po’ d’acqua con i pozzi ad un costo enorme, a 0,38 centesimi”, ha detto a l’Immediato De Filippo.
Il direttore Francesco Santoro è netto col nostro giornale web: “Noi siamo spettatori della riforma c’è un disegno di legge Pentassuglia che non è stato approvato che conferma la creazione dei 4 consorzi. Lo stesso statuto portato in consiglio dal commissario Borzillo non è stato approvato.
Noi abbiamo dei progetti in fase avanzata che riguardano l’idroelettrico, 4 presentati al Ministero e finanziati sulle torri e su Occhito, col salto dell’acqua. L’energia sarebbe messa in rete”.

Valgono 110 milioni i progetti per i canali previsti dal Patto per la Puglia e 15 milioni per gli invasi fase di progettazione e cantierabili. Tra le novità per la manutenzione, il rinnovo del parco automezzi con 3 trinciatrici finanziate ai consorzi di Capitanata per la pulizia e risagomatura dei canali. Resta ferma l’idea di una collaborazione col Molise che ha un surplus d’acqua. Emiliano si farà portavoce per un rapporto con l’invaso del Liscione.
Critico il sindacalista Salvati della UIL. Bari Terre d’Apulia con la Diga dell’Ocone a Minervino Bat. Ugento e Arneo (Nardò) e
Stornara Tara di Taranto devono avere la loro autonomia, benché il commissario Borzillo abbia richiesto i ruoli solo del 2014 e de 2015.
“Siamo per il no al passaggio delle opere irrigue al Aqp, ci sarebbe un aggravio della tariffa irrigua agli agricoltori. Oggi non pagano Iva in più noi facciamo un prezzo equo mentre Aqp farebbe un costo sociale ad 1,5 euro. A Taranto si prende acqua dalla Basilicata cui si versa un ristoro 1 milione di euro. I 4 consorzi commissariati sono sotto organico”.

Dal suo canto Emiliano ha spiegato il senso della sua presenza.
“Ieri è stata una giornata piena di emozioni e di angosce all’Ilva,  stanotte ho fatto degli incubi ero in una casa dove non sapevo chi fossero gli amici e chi i nemici. Si è pensato che i consorzi potessero funzionare con la finanza esterna. Si era creato un buco di 200 milioni, occorreva intervenire. Qui in Capitanata funzionano benissimo. Io ho cominciato il mio lavoro da presidente nei giorni dell’alluvione del Gargano, che è stata la causa della morte di Antonio Facenna, anche se ero ancora assessore a San Severo. Una delle cose che ho fatto è stato sorvolare con la GdF tutto il Gargano, oggi i canali sono puliti. I Consorzi devono controllare che i denari siano ben spesi. Mi piacerebbe scrivere insieme a voi il Psr, che deve avere un indirizzo per l’agricoltura di Capitanata. Se qualcuno subisce pressioni deve avere sostegno, sono disponibile ad accompagnarvi in Procura. Se qualcuno pensa di stare ai tempi della Riforma agraria o ai tempi della Prima Repubblica ha sbagliato di grosso. Dobbiamo scegliere il merito e non semplicemente il posizionamento politico”, ha concluso senza mai citare l’inchiesta dei Cera.
Ma l’abbraccio con De Filippo è valso mille parole.