Caso Cera, la Guardia di finanza di nuovo in Regione. Spuntano altre indagini

Sono stati fissati per martedì prossimo, a Foggia, gli interrogatori di garanzia dei due politici sammarchesi

La Guardia di finanza torna negli uffici della Regione Puglia. Il filone che ha portato all’arresto di Angelo e Napoleone Cera potrebbe avere altri sviluppi. Al momento gli inquirenti sembrano indirizzati sul sistema delle nomine, ma si continuerebbe a scavare nell’attività dell’Asl di Foggia. Il caso del Centro unico per le prenotazioni sanitarie, gestito dalla Gpi di Trento, società arrivata a Foggia con l’ex direttore generale Attilio Manfrini nel 2013 – da allora ci sono sempre state polemiche sulle modalità di reclutamento del personale –, poi riaffiorate durante la direzione di Vito Piazzolla.

La nomina mancata all’Asp di Chieuti sarebbe dunque solo la punta dell’iceberg che potrebbe emergere nei prossimi mesi. Alcuni dipendenti dell’azienda sanitaria locale, che ogni anno gestisce quasi 1,3 miliardi di euro, raccontano di un “clima cupo”. Lo studio di fattibilità per l’internalizzazione del Cup, redatto da Pippo Liscio (passato recentemente dall’Asl a Sanitaservice) e dall’ingegnere responsabile dell’informatizzazione, Tommaso Petrosillo, dimostrerebbe come sia possibile risparmiare circa il 10 per cento con il passaggio alla società in house.

Un risparmio che tuttavia deve tener conto di una operazione complessa, in cui assumono un ruolo importante il know how posseduto dalla Spa di Trento e la difficoltà di tenere insieme le diverse aziende del Cup unico (ci sono anche gli Ospedali Riuniti di Foggia e, nelle intenzioni, anche i privati). Dunque, la decisione verso l’una o l’altra strada sarebbe prettamente politica. Resta da capire come mai il contratto al privato sia stato “prorogato dopo la scadenza”, così come riferito a Palazzo di Giustizia.

Piazzolla spiega a l’Immediato che “le procedure hanno una complessità amministrativa che richiede tempo”. “Se decidessi oggi di acquistare una tac o una risonanza, potrebbe passare anche un anno per la chiusura della procedura”, commenta. Sul Cup precisa che “il risparmio non sarebbe stato ‘sostanziale’, altrimenti vorrebbe dire che l’azienda che ha in appalto il servizio sarebbe stata strapagata”. In una nota, ha fatto sapere di essere “a disposizione degli organi inquirenti per qualsiasi chiarimento” e di essere “estraneo a qualsiasi fatto che possa aver arrecato danno all’azienda”, ribadendo “la correttezza che ha sempre contraddistinto l’operato della direzione”.

Intanto sono stati fissati per martedì prossimo, a Foggia, gli interrogatori di garanzia di Angelo e Napoleone Cera. Difesi dagli avvocati Michele Curtotti, Francesco Paolo Sisto e Rolando Sepe, probabilmente si rivolgeranno al Riesame.



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