Arrestato vigile urbano di Foggia vicino a clan mafioso, beccate sei persone per droga e ricettazione

Complessa ed articolata attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Foggia e sviluppata dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia, il tutto a margine della nota maxi operazione antimafia “La Decima Azione”

I carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno arrestato 5 persone, tra cui anche un appartenente alla Polizia locale (Antonio Spiritoso, classe ’74) del Comune di Foggia. Gli altri sono Ivan Ventura, classe ’81, Giovanni Ventura, classe ’95, Pietro Russo, classe ’89 e Vincenzo Consalvo, classe ’95, tutti nati a Foggia. Ad essi si aggiunge una sesta persona da poco trasferitasi all’estero, destinataria di provvedimento cautelare e con posizione più marginale.

Operazione Start&Stop

I provvedimenti restrittivi della libertà personale eseguiti dagli investigatori dell’Arma sono derivati da una complessa ed articolata attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Foggia e sviluppata dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia, il tutto a margine della nota maxi operazione antimafia “Decima Azione”. In particolare, l’attività d’indagine sviluppata – denominata “Start & Stop” – scaturisce dal sequestro di contanti e di assegni bancari, per un importo totale di quasi 70.000 euro, effettuato il 7 novembre 2017, sostanzialmente riferibili al cosiddetto cassiere della “Società Foggiana”, Rodolfo Bruno, ucciso tra l’altro successivamente il 16 novembre 2018. Gli accertamenti svolti hanno quindi permesso di appurare che parte dei titoli di credito erano stati emessi da alcuni degli indagati, due coniugi.

Dalle conseguenti investigazioni messe in atto dagli inquirenti, anche mediante l’utilizzo di indagini tecniche, a carico dei due coniugi in questione, è quindi emerso un evidente quadro indiziario a carico anche di ulteriori personaggi, responsabili – a vario titolo – di tentata estorsione, ricettazione, riciclaggio, furto e spaccio di sostanze stupefacenti. Nello specifico, le attività di indagine hanno permesso di accertare come uno dei maggiori profitti del sodalizio criminale smantellato derivasse dalla vendita di veicoli di illecita provenienza. Infatti gli indagati, dopo aver regolarmente acquistato le sole “carcasse” dei mezzi ed averne acquisito poi il relativo telaio, lo sostituivano e lo applicavano – in una seconda fase – su altre autovetture, questa volta rubate ed integre, in modo così da alterarne i dati identificativi, per infine immetterle nuovamente sul mercato e ricavarne illeciti profitti nei confronti di terzi acquirenti, risultati in buona fede.

Al termine delle investigazioni svolte, sono state sequestrate complessivamente cinque autovetture che, sottoposte ad accertamenti tecnico-scientifici dalla SIS del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei carabinieri di Foggia, hanno fornito pieno ed assoluto riscontro all’ipotesi investigativa iniziale. Un’ulteriore fonte di guadagno per gli indagati è stato rappresentato anche dal traffico di sostanze stupefacenti, in particolare del tipo cocaina. “È opportuno inoltre sottolineare – fanno sapere dalla Procura – che in questo specifico settore operava anche un agente della Polizia Locale del Comune di Foggia, tra l’altro parente di un altro soggetto elemento di spicco della cosiddetta ‘Società Foggiana’, arrestato sempre in ‘Decima Azione’ e, successivamente, anche nell’indagine convenzionalmente denominata ‘Gold Rush’”. L’uomo, Antonio Spiritoso, trafficava in particolare eroina e cocaina, anche dalla sua abitazione dove sono stati trovati grammi di droga e un bilancino di precisione.

Inoltre, è stato accertato anche un tentativo di estorsione perpetrato da alcuni degli indagati nei confronti del titolare di un’azienda agricola che, vittima del furto dei propri mezzi, si era poi rivolto a tali soggetti chiedendone la restituzione (“cavallo di ritorno”). Il successivo intervento dei carabinieri ha permesso comunque il rinvenimento e la restituzione di tutti i mezzi, trovati in particolare occultati in un capannone in uso ad uno degli indagati.

Ai cinque soggetti destinatari della misura cautelare custodiale in argomento, si aggiunge la posizione di una sesta persona da poco trasferitasi all’estero, anch’essa destinataria di provvedimento cautelare, ed una settima per il relativo marginale coinvolgimento criminale in tale inchiesta giudiziaria.

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come