Comune di Manfredonia sciolto per mafia. Accertate infiltrazioni della criminalità organizzata

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dell’Interno, ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di una delle città di maggior rilievo della provincia di Foggia

Sciolto per mafia l’ente comunale di Manfredonia per accertate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dell’Interno, ha così deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di una delle città più importanti della provincia di Foggia, circa 60mila abitanti e un peso rilevante nel mondo economico dell’intera Capitanata. Una stangata che era nell’aria da settimane.

Questa la nota di Palazzo Chigi: “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato l’affidamento, per diciotto mesi, dell’amministrazione del Comune di Manfredonia (Foggia), già sciolto lo scorso 21 maggio 2019 a seguito delle dimissioni del sindaco, a una commissione di gestione straordinaria”.

Dunque, dopo sei mesi di lavoro da parte della commissione d’accesso agli atti, il CdM ha optato per la decisione più drastica, sulla scorta della relazione prefettizia nella quale sarebbero emerse infiltrazioni criminali in grado di condizionare la macchina amministrativa. Al vaglio vicende riguardanti vecchi clan, nonostante essi siano stati soppiantati da tempo da altri gruppi criminali ben più giovani e insidiosi.

Sono ora quattro i comuni sciolti per mafia in provincia di Foggia. Prima di Manfredonia, Monte Sant’Angelo nel 2015, Mattinata nel 2018 e Cerignola, colpita dal provvedimento lo scorso 10 ottobre.

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