Salvata in extremis mentre veniva strangolata dall’ex compagno. Tribunale di Foggia condanna uomo a 8 anni di carcere

Intercettata in strada e trascinata in un sottoscala per essere uccisa. Fu fondamentale l’intervento dei carabinieri. Arriva la sentenza per il 41enne bulgaro, Bozil Hristov

Stava per uccidere l’ex fidanzata convivente, tentando di strangolarla in un sottoscala di San Severo ma il provvidenziale intervento dei carabinieri salvò la vita alla vittima, una giovane di 31 anni. Nelle scorse ore, il Tribunale di Foggia, giudice Flavia Accardo, ha condannato l’aggressore, il 41enne bulgaro Bozil Hristov, arrestato nel novembre 2018 per stalking e tentato omicidio. Per l’uomo 8 anni di reclusione e pagamento delle spese processuali. È stato inoltre condannato al risarcimento del danno in favore della vittima costituita parte civile, da liquidare in separato giudizio e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva (10mila euro) oltre al pagamento delle spese di costituzione e difesa in favore della parte civile, 3420 euro. Motivazione della sentenza in 15 giorni.

I fatti

A fine novembre 2018 i carabinieri di San Severo, transitando per le strade del centro cittadino, erano stati attirati dalle invocazioni di aiuto di una giovane che, in preda alla disperazione, aveva raccontato che, proprio pochissimi minuti prima, mentre si trovava a passeggio con la sorella, erano state raggiunte dall’ex fidanzato di quest’ultima, un cittadino bulgaro residente ad Eboli, il quale, avventatosi brutalmente sulla ragazza, l’aveva afferrata e portata via di peso, indicando la direzione che aveva preso a piedi, trascinando la malcapitata.

I militari, intuendo le intenzioni dell’uomo e che non c’era un attimo da perdere, si erano immediatamente messi alla ricerca dei due, che non potevano aver ancora fatto molta strada. Ed infatti, verificando l’ingresso di ogni stabile lungo la via imboccata, trovato il portoncino di un condominio socchiuso, erano entrati nell’androne, dal quale notarono la porta del sottoscala che si stava ancora richiudendo. Senza alcuna esitazione i carabinieri si erano lanciati verso quel vano, sorprendendo l’esagitato che stringeva con forza le mani al collo della poverina. I militari si erano quindi letteralmente tuffati sul malintenzionato, immobilizzandolo dopo una breve ma violenta colluttazione, liberando così la ragazza, che nel frattempo aveva perso i sensi.

Con l’aggressore reso ormai inoffensivo, i carabinieri avevano allertato gli operatori del 118 per rianimare la giovane vittima. Risolta così l’emergenza, la 31enne, una volta ripresasi, presso il Comando cittadino dell’Arma raccontò dettagliatamente di mesi di persecuzioni subite da parte dell’ex fidanzato, col quale aveva per lungo tempo convissuto nella cittadina salernitana, fino alla rottura del rapporto, coinciso con l’inizio del suo calvario.