La Lega perde altri pezzi a Foggia, lascia anche Fiore. Longo tentato: “Mi cercano a sinistra”

Sta valutando il suo futuro lo storico leader del centrodestra in aula consiliare, forte dei suoi 1400 voti. Molti suoi grandi elettori, tra gli edili, sono legatissimi a Massimo Casanova

Movimenti di ogni genere in casa Lega. Rumors danno ormai il campione di consensi Alfonso Fiore, che pure si era iscritto e aveva ricevuto la tessera nei giorni di Pontida, fuori dal partito del Capitano. Fiore è ormai quasi deciso ad abbondonare la Lega.

Entrato insieme agli amici di CapitAmata Jo Splendido e Antonio Vigiano, era stato già contattato da Primiano Calvo per le regionali del 2015, ma all’epoca non aveva avuto il coraggio di entrare nella Lega, che era ancora al Sud Noi con Salvini. Il risultato del 4 marzo 2018 è frutto del lavoro dei tre consiglieri comunali, con Splendido capolista, ma oggi le cose sono molto diverse. “Il 4 marzo è roba nostra, qualcuno è voluto salire a distruggere la Lega, io non rinnegherò mai le idee di Matteo Salvini, ma ahimè la classe dirigente in tutta la Puglia fa solo i propri interessi, è mercenaria”, spiega Fiore a l’Immediato.

Si attendono nuovi approdi per lui, che potrebbe decidere di abbracciare il logo e la sfida di Cambiamo di Giovanni Toti.

Intanto sta valutando il suo futuro anche il leader dell’aula consiliare foggiana Bruno Longo, forte dei suoi 1400 voti. Molti suoi grandi elettori, tra gli edili, sono legatissimi a Massimo Casanova, europarlamentare salviniano e patron del Papeete. “Alle regionali non darò una mano a nessuno, ma potrei pensare per me, potrei candidarmi, sono corteggiato anche a sinistra”, confida sorridendo.

Mauro D’Attis mi ha chiesto una mano, ma non potrei mai candidarmi per essere un portatore d’acqua, c’è un nodo da sciogliere in Forza Italia a Foggia, se si candiderà Michaela Di Donna o Leo Iaccarino. Gli spazi sono pochi”.

Insomma in Forza Italia sono richieste alcune candidature di servizio per trainare il partito, che non vive una fase rosea. Un tipo di traino a cui Longo, che non si è mai candidato in competizione regionali, non si sente attratto.

“Non tollero in Forza Italia l’europeismo di Tajani, con Alemanno e Starace parlavamo di sovranismo ben prima di Salvini. La Lega e i Fratelli d’Italia sono a me vicini, ma gli elementi territoriali non mi convincono”, è il suo pensiero.





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