Processo a Riccardi. Le richieste della pm: assoluzione dal reato di corruzione, condanna per esame Matematica e peculato

I legali dell’ex sindaco sipontino chiedono il pieno proscioglimento per totale estraneità ai fatti. Sentenza il prossimo 11 novembre presso il Tribunale di Pescara

Richiesta di proscioglimento per il reato di corruzione, questa la novità più rilevante del processo all’ex sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi sui presunti esami truccati all’Università di Pescara. La pm ha chiesto l’assoluzione dal reato più grave e sul quale si basava l’intera istruttoria, incentrata su un’ipotesi corruttiva tra Riccardi e il docente Luigi Panzone, quest’ultimo condannato in appello a 3 anni e 11 mesi. Per la stessa pm non ci sono prove per sostenere tesi di questo tipo.

Una condanna a quattro anni di reclusione è invece la richiesta del pubblico ministero per altri due reati. Tre anni per falso, in quanto secondo l’accusa Riccardi avrebbe superato un esame di matematica senza sostenerlo; un anno, invece, per peculato (utilizzo improprio dell’auto del Comune). Chiesta invece l’assoluzione per altri tre capi di imputazione: il primo, il più rilevante, riguardava la corruzione; altri due il falso in due esami di inglese.

Per l’esame “Inglese 1”, Riccardi non va neanche giudicato tanto che, a tale proposito, è stata consegnata la sentenza di Corte d’Appello del professor De Marco, assolutamente prosciolto, e per questa ragione il pm ha affermato che l’ex sindaco non va giudicato. Stesse ragioni per “Inglese 2”, esame normalmente affrontato da Riccardi.

Per l’accusa, va invece condannato perché non avrebbe tenuto l’esame di matematica, tesi per la difesa assolutamente infondata. In quanto al peculato, l’accusa contestava 300 euro, somma spesa per l’utilizzo dell’auto del Comune. La difesa, però, ha evidenziato che all’epoca Riccardi fece formale richiesta di “uso diverso” del veicolo, certificando, carte alla mano, una spesa di 1057 euro di benzina. I legali dell’ex sindaco sipontino chiedono un’assoluzione piena per totale estraneità ai fatti. Sentenza il prossimo 11 novembre presso il Tribunale di Pescara.