Una separazione burrascosa dietro l’omicidio di Margherita di Savoia. Donna non ha mai accettato fine della relazione

Non stavano più insieme da 7 anni ma gli scontri erano continui anche se mai sfociati in diatribe legali. La 48enne stava attraverso un periodo molto complicato

Una coltellata inferta al termine di un litigio per motivi familiari. Ecco come è morto Nicola Pizzi, piccolo imprenditore di 53 anni di Margherita di Savoia, ucciso nella tarda mattinata di ieri dalla ex moglie (R.M.) in via Frontino, a pochi passi dal centro cittadino nel comune della provincia di Barletta-Andria-Trani. La donna di 48 anni è stata arrestata con l’accusa di omicidio. È stata bloccata dai carabinieri all’interno della sua abitazione dove si era rifugiata subito dopo il delitto. Alla base dell’omicidio pare ci siano motivi legati alla separazione tra i due coniugi: “molto controversa”, ricostruisce il legale della 48enne, l’avvocato Bernardo Lodispoto che la difende con il collega Mario Aiezza. La coppia era separata già circa sette anni. La 48enne sembra stesse attraversando un periodo particolarmente difficile causato da problemi psicologici. Casalinga non lavorava: da circa tre-quattro anni non riusciva a trovare una occupazione stabile.

Secondo quanto si è appreso la donna non accettava la fine del loro matrimonio e “nella coppia si erano già verificati litigi pregressi e frizioni abbastanza importanti”, sostiene l’avvocato Lodispoto. Ciò nonostante non c’erano stati pregressi giudiziari tra i due coniugi, né denunce tra di loro. Stando ad una prima ricostruzione dell’accaduto, i due hanno avuto un acceso diverbio iniziato in casa di lei. Poi lui si sarebbe allontanato. A quel punto la donna lo avrebbe raggiunto alle spalle e, impugnando un coltello da cucina, ha inferto un fendente all’altezza della gola. Coltellata che ha reciso la giugulare della vittima.

Un colpo letale per il 53enne per il quale non c’è stato nulla da fare: l’imprenditore è morto dissanguato. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte dei medici del 118 accorsi sul posto. La coppia aveva due figli di 25 e 19 anni. La vittima era molto conosciuta in paese. Era titolare di una piccola impresa individuale specializzata nella riparazione delle caldaie. Da tutti descritto come: “Un gran lavoratore, una persona molto tranquilla e perbene”.
La donna è stata condotta in caserma dove è stata a lungo interrogata dal pubblico ministero Rossella Pensa della Procura di Foggia. Visionati dai carabinieri i filmati della videosorveglianza. (Ansa)





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