“Uno show come nei regimi”. Dure accuse al sindaco di Apricena. “Ora risponda a queste domande”

L’opposizione replica al comizio del primo cittadino e pone diversi quesiti soprattutto sul ruolo dell’imprenditore, Matteo Bianchi

“Un sindaco al di sopra di ogni sospetto”. Inizia con la semi citazione di un noto film con Gian Maria Volontè, la nota del Prc di Apricena. La vicenda è quella legata alla recente scarcerazione del primo cittadino leghista, Antonio Potenza, protagonista di un comizio pochi giorni fa.

“Insieme a tutte le altre forze democratiche e progressiste – fanno sapere dall’opposizione – abbiamo deciso di annullare il dibattito sulla situazione politica apricenese previsto per sabato prossimo, in vista dell’organizzazione a breve di una manifestazione in cui invitiamo tutti i cittadini/e di Apricena. In quest’occasione risponderemo alle accuse false e infondate e agli attacchi vili del Sindaco durante il suo show dello scorso 14 Agosto e trasmesso, come avviene nei regimi, in filodiffusione nelle principali strade della nostra comunità. Pur tuttavia, intendiamo porre sin da ora al primo cittadino alcune domande sulla recente inchiesta Madrepietra condotta dalla Procura di Foggia e in cui risultano coinvolti con accuse gravissime, tra gli altri, oltre allo stesso Antonio Potenza, il suo compare Matteo Bianchi e l’Assessore Ivan Augelli”.

La nota prosegue con questi interrogativi: “Lei è stato assolto oppure risulta ancora indagato?
L’espressione “macchina criminale” è stata utilizzata dalle opposizioni oppure dai magistrati della procura di Foggia? È vero che le aziende del gruppo Bianchi solo nel 2017 si sono aggiudicate contratti d’appalto per un importo complessivo superiore ai 3 milioni di euro? Chi sono i “mascalzoni che vogliono distruggere questa città”? I magistrati? I suoi avversari politici? Le persone che lei non ha avuto il coraggio di nominare ritenendole senza addurre nessuna prova colpevoli del degrado di Apricena? E in tal caso, di quali reati si sarebbero macchiati quest’ultimi? Se lei ha a cuore la legalità come mai non rimuove i post dei suoi followers che sui social non smettono di attaccare i magistrati foggiani e non pubblica integralmente la documentazione con tutti i capi d’accusa? Visto che Lei ama la trasparenza, Le vogliamo chiedere altresì se è stato destinatario di altri avvisi di garanzia, oltre ai rilievi emersi nell’inchiesta Madrepietra? Cosa c’entrano l’invidia, la cattiveria, le preghiere con le indagini in corso?”.

E concludono: “In attesa della sua risposta, oltre ad esprimere la nostra solidarietà nei confronti di Michele Lacci e di tutte le altre persone da lei apostrofate con ignobili e meschini aggettivi, siamo lieti di invitarla se vuole – per onore della verità – ad un pubblico confronto”.



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