Comune di Foggia, Cavaliere all’attacco di Landella. “La Giunta è monca e viola le quote rosa”

Cavaliere, è entrato subito nel ruolo di leader dell’opposizione a Franco Landella e dalla sua vacanza sarda ha inviato un duro comunicato contro il sindaco di Foggia, denunciando un presunto vizio di illegittimità anche nella composizione della giunta comunale.

C’è chi vede l’ex candidato sindaco del centrosinistra extralarge al Comune di Foggia Pippo Cavaliere, già candidato all’uninominale senatoriale con il listone del Pd alle prossime elezioni Politiche se si dovesse votare già in autunno, anche se l’interessato agli amici nega ogni sua ambizione in tal senso.

Cavaliere, è entrato subito nel ruolo di leader dell’opposizione a Franco Landella e dalla sua vacanza sarda ha inviato un duro comunicato contro il sindaco di Foggia, denunciando un presunto vizio di illegittimità anche nella composizione della giunta comunale.

Ecco cosa scrive l’ingegnere.

“Alcuni giorni fa avevamo evidenziato come a distanza di oltre un mese e mezzo dalla conclusione delle elezioni amministrative, la montagna avesse partorito un topolino, con la nomina di una giunta monca, composta da soli sei assessori. Ma è sin troppo evidente che una giunta così composta non rispetta i criteri previsti per legge con riferimento alle ‘quote rosa’. La legge stabilisce infatti che nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, mentre nell’attuale giunta la ‘quota rosa’ è addirittura inferiore al 30%. Pertanto l’annuncio fatto dal sindaco Landella, qualora sia consapevole di detta ulteriore violazione, ha il sapore di una beffa se non di una vera e propria presa in giro dei cittadini. E così, ancora una volta e vista l’impossibilità di convocare una seduta di giunta, il bene comune ed il supremo interesse della collettività vengono messi in secondo piano, avendo dato priorità alla gestione ed alla spartizione del potere fine a se stesso.

Diversamente, se il sindaco, ignaro di detta violazione, avesse convocato la giunta, gli atti eventualmente adottati sono  ovviamente affetti da un vizio di illegittimità.  Restiamo in attesa di conoscere quale delle due ipotesi si sia concretizzata. In conclusione, dopo oltre due mesi, resta il fatto che la Città è ancora sprovvista dell’organismo deliberante a discapito delle tante e gravi problematiche che affliggono la Città”.