“Il cippo a Di Vittorio sarà subito restaurato”. Intanto è sdegno per l’atto: “Miserabili! C’è clima d’odio che partorisce imbecilli”

“Questa mattina alcuni dei nostri consiglieri, Gianluca Di Giovine e Francesco Grillo, si sono recati presso la masseria “Cirillo” per verificare le condizioni del cippo di Di Vittorio. Il cippo è stato prelevato e l’obiettivo sarà quello di restaurarlo subito dopo la settimana di Ferragosto.
Ringraziamo anche Maurizio Marseglia resosi disponibile nel risolvere, con noi, questo problema. Dopodiché sarà importante riuscire a rivalorizzare l’itinerario Divittoriano: una grande ricchezza culturale di cui gode il nostro territorio ma che non è stata sfruttata fino in fondo”. Lo ha fatto sapere il sindaco di Orta Nova, Mimmo Lasorsa a poche ore dalla scoperta della distruzione della stele dedicata al grande sindacalista.

“Chi ha distrutto la stele commemorativa di Di Vittorio, a Orta Nova, certamente è un miserabile, figlio di un’epoca tristemente segnata dai seminatori d’odio. Apprezziamo l’immediata presa di posizione del sindaco Mimmo Lasorsa e del consigliere comunale Gianluca Di Giovine che hanno assicurato l’immediato ripristino della stele”. È Franco Persiano, segretario provinciale dello SPI Cgil Foggia, a intervenire riguardo all’atto vandalico ai danni di un simbolo, la lapide sulla quale si ricorda il primo luogo di lavoro di Giuseppe Di Vittorio, politico e sindacalista che ha scritto la storia del sindacalismo italiano e mondiale, una delle figure più alte e nobili della storia italiana.

“Abbiamo un Ministro della Discordia che, invece di lavorare al bene di tutto il Paese, va in tour sulle spiagge a disseminare parole d’odio e di contrapposizione. Quanto accaduto a Orta Nova, e quanto sta succedendo in tutta Italia, è la dimostrazione che occorre ricostruire e rafforzare le basi della cultura democratica nel segno del rispetto e della conoscenza. L’ignoranza genera miseria e partorisce gli imbecilli che, con gesti come quello che stiamo commentando, si appuntano sul petto la medaglia di latta che certifica il loro vuoto. Giuseppe Di Vittorio era rispettato da tutti, anche dai suoi avversari, perché fu un uomo capace realmente di lottare per il bene di tutti, partendo dagli ultimi, dai braccianti, dai lavoratori e dalle lavoratrici, favorendo il loro riscatto da condizioni di povertà e sopraffazione. A partire dal basso, dai semplici cittadini alle istituzioni comunali e alle scuole del territorio, torniamo a valorizzare le personalità che hanno saputo incarnare i valori più alti della nostra Costituzione, quella stessa Carta Fondamentale che scrissero dopo aver lottato per riconquistare la libertà soffocata da un regime ottuso e dittatoriale”, ha concluso Persiano.