Minacciano con la pistola anziana per far aprire cassaforte, arrestata banda delle rapine nelle abitazioni

Rapine e furti in abitazioni di campagna, detenzione illegale di armi da fuoco e spaccio di sostanze stupefacenti: sono i reati contestati ai 7 uomini arrestati oggi in una operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Castellaneta (Taranto), con il supporto di personale del Comando Provinciale di Taranto e delle Compagnie di Altamura (Bari), Gioia del Colle (Bari) e San Severo (Foggia).

Altre due persone (un 20enne di Cassano Murge, in provincia di Bari; e un 25enne albanese, già domiciliato nello stesso paese ed espulso dal territorio nazionale) sono ricercate. L’indagine è stata avviata il 29 novembre del 2017 dopo che un commando assaltò un’azienda agricola di Castellaneta prendendo in ostaggio un’intera famiglia e portò via un bottino di quasi 30mila euro. In un conflitto a fuoco con i carabinieri fu ferito a un gluteo un pregiudicato, poi arrestato e condannato in primo grado a 8 anni di reclusione. Un paio di mesi dopo furono arrestati altri due presunti responsabili.

Uno di questi, Elia Caputo, 47enne nato a Mottola e residente a Cassano Murge, è tra i destinatari delle misure cautelari eseguite oggi. Si tratta di uno dei quattro indagati finiti in carcere. Gli altri sono il 27enne Antonio Dinapoli, il 38enne Giambattista Petrelli e il 29enne Luca Petruzzellis, tutti di Cassano Murge. Ai domiciliari il 54enne Giovanni Dinapoli, di Cassano Murge; il 48enne Giacomo Lenotti, di Acquaviva Delle Fonti; e il 20enne Gaetano Tunzi, di Cassano Murge.

Sono ritenuti responsabili, in concorso, di una rapina in abitazione ai danni di una donna anziana di Cassano Murge, costretta, sotto la minaccia di una pistola, ad aprire la propria cassaforte contenente diversi gioielli di famiglia che venivano asportati; di un tentativo di rapina avvenuto a Bari ai danni di una badante romena in procinto di fare rientro presso il proprio paese; di sette furti commessi a Cassano Murge e Santeramo in Colle ai danni di esercizi commerciali e abitazioni private (fra cui l’appartamento di una persona non vedente); di diversi episodi di spaccio di stupefacenti e ricettazione di refurtiva di vario genere.