Migranti di Borgo Mezzanone protestano a Bari, occupata basilica di San Nicola: “Condizioni disumane nel Foggiano”

Chiesto incontro all’arcivescovo, monsignor Francesco Cacucci, per chiedere alla Chiesa di fare da tramite con le istituzioni, affinché la questione dei braccianti, che lavorano nelle campagne pugliesi sotto i caporali, sia affrontata in maniera più incisiva

Una protesta nella basilica di San Nicola, a Bari, per denunciare le “condizioni disumane dei lavoratori delle campagne del Foggiano”. Da Borgo Mezzanone, un gruppo di migranti, guidati dal sindacalista italo-ivoriano dell’Usb, Aboubakar Soumahoro, si sono recati nel capoluogo pugliese per incontrare l’arcivescovo, monsignor Francesco Cacucci, e per chiedere alla chiesa di fare da tramite con le istituzioni, affinché la questione dei braccianti, che lavorano nelle campagne pugliesi sotto i caporali, sia affrontata in maniera più incisiva.

“Siamo entrati nella basilica di San Nicola con un gruppo di braccianti sfruttati e costretti a vivere in condizioni disumane nelle campagne di Foggia e Borgo Mezzanone con paga da fame”, dice il sindacalista. Quindi l’appello all’arcivescovo del capoluogo pugliese, monsignor Francesco Cacucci, in cui Soumahoro cita il pontefice, con il dito puntato su governo gialloverde e Regione Puglia.

“Papa Francesco dice che il lavoro conferisce dignità all’uomo, però – annota il sindacalista – quello dei braccianti è un lavoro privo di dignità e diritti. Chiediamo un confronto con l’arcivescovo, perché la Regione e il governo latitano in totale indifferenza”. Il messaggio si chiude con un hashtag. Parafrasando lo slogan della campagna della Lega di Matteo Salvini, Soumahoro avverte: #primaglisfruttati.

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