Omicidio Roberta Perillo. “Avevo dolore alle mani, credo di averla strangolata”, il racconto shock del fidanzato, già denunciato per reati contro donne

Il 37enne assassino ha ricostruito gli ultimi momenti di vita della ragazza di San Severo. Parole confuse, pronunciate tra le lacrime. Spunta un vecchio guaio con la giustizia

“Avevo dolore alle mani”. Il 37enne Francesco D’Angelo ha ricostruito tra le lacrime gli ultimi momenti di vita di Roberta Perillo. Ieri l’uomo, 37 anni, ha strangolato e ucciso la fidanzata, 5 anni più giovane di lui. Il delitto in via Rodi, al secondo piano di uno stabile non lontano dal centro di San Severo. Una furiosa lite poi la fuga in bagno della ragazza, infine l’aggressione e quelle mani alla gola. Il corpo di Roberta è stato ritrovato senza vita nella vasca. D’Angelo, accompagnato dal padre, si è costituito in Questura. La ricostruzione esatta della dinamica è ora al vaglio degli inquirenti. Ci stanno lavorando i pm Laronga e Marangelli.

L’assassino è stato interrogato nella tarda serata di ieri. Ha detto di avere ricordi confusi. La coppia, unita da circa due mesi, avrebbe avuto un acceso diverbio per motivi personali. D’Angelo, con problemi psichici, faceva uso di psicofarmaci, avrebbe persino minacciato di lanciarsi dal balcone ma sarebbe stato fermato dalla stessa Roberta. Poi il 37enne non ricorderebbe più nulla. Nella sua testa ci sarebbe solo l’immagine del cadavere della fidanzata riverso nella vasca da bagno. “Avevo un forte dolore alle mani. Credo di averla strangolata”, avrebbe detto a chi indaga.

In passato D’Angelo ha avuto qualche guaio con la giustizia. Una denuncia ricevuta in altra città per questioni rientranti sempre nella sfera dei maltrattamenti sulle donne.

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